Capistrello. “Coldiretti L’Aquila esprime piena solidarietà all’azienda agricola Casale Tascone di Capistrello, duramente colpita dal grave attacco di un branco di lupi che ha provocato la morte di numerosi capi ovini, il ferimento di altri animali e la dispersione di parte del gregge, con pesanti conseguenze economiche e morali per la famiglia che da quasi trent’anni porta avanti la propria attività di allevamento. Secondo le prime ricostruzioni, l’aggressione è avvenuta durante il rientro degli animali dal pascolo e ha causato la morte di venti pecore, il ferimento di altre quattro e la scomparsa di ulteriori capi, oltre al ferimento di un cane da guardiania”. Si legge nella nota di Coldiretti L’Aquila.
“Siamo vicini alla famiglia della giovane imprenditrice Leonarda Luciani, 31 anni – dichiara il presidente di Coldiretti L’Aquila, Alfonso Raffaele – perché conosciamo il sacrificio, la dedizione e la passione che ogni allevatore mette quotidianamente nel proprio lavoro. Dietro ogni animale perduto non c’è soltanto un valore economico, ma anni di impegno, selezione, cura e un patrimonio aziendale costruito con enormi sacrifici». «Coldiretti – prosegue Raffaele – ha sempre sostenuto che la tutela della fauna selvatica rappresenta un valore da preservare. Allo stesso tempo, però, non possiamo accettare che il peso della convivenza con i grandi predatori ricada esclusivamente sugli allevatori. Quando episodi come quello di Capistrello diventano sempre più frequenti, è evidente che servono strumenti più efficaci per garantire un equilibrio tra la conservazione della specie e la salvaguardia della zootecnia».
«Per questo – conclude il presidente – ribadiamo la necessità di rafforzare le misure di prevenzione, assicurare risarcimenti rapidi e realmente commisurati ai danni diretti e indiretti subiti dalle aziende, e dotare le istituzioni di strumenti di gestione della fauna selvatica, nel rispetto della normativa vigente e delle indicazioni scientifiche. Difendere gli allevamenti significa difendere l’economia delle aree interne, la presenza dell’uomo in montagna, il presidio del territorio e la qualità delle produzioni che rendono unico il nostro Abruzzo. Non possiamo permettere che chi ogni giorno custodisce il territorio venga lasciato solo”.
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