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Standing ovation per “Mogol racconta Mogol”, le emozioni della più bella musica italiana al Festivalba

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Massa D’Albe. Standing ovation per “Mogol racconta Mogol”, un concerto-intervista che ha ripercorso in due ore, la carriera del compositore Giulio Rapetti, in arte Mogol, attraverso canzoni e dichiarazione del più grande poeta della musica italiana.  Ad ospitare l’evento, l’anfiteatro romano di Alba Fucens in occasione del FestivalAlba, rassegna giunta alla sua terza edizione. Oltre al paroliere sul palco anche Stefano Nanni (al pianoforte) e Monia Angeli (interprete al microfono). A risuonare nella cavea dell’anfiteatro romano i classici della storia della musica italiana che hanno dato voce ai sentimenti di generazioni dagli anni 60 ad oggi perché, come ha detto lo stesso Mogol, “Scrivo le canzoni sulla base delle mie esperienze personali, senza fare canzoni per il marketing come fanno molti senza però raccontare la vita vera. La vita è insostituibile e tutti ne siamo professionisti, tutti proviamo gli stessi sentimenti da millenni ed è giusto raccontarli”.

Ad aprire lo spettacolo una standing ovation del pubblico per il maestro seguita da una delle prime canzoni composta del duo Mogol – Battisti: 29 settembre. Scherzosamente Mogol ha poi continuato “Nella mia carriera mi sono reso conto di aver fatto due errori, aver scritto di una moto da 10 hp, che fosse stata vera sarebbe stata più simile ad un taglia erba che ad una moto e ‘verde rame’, scritto distrattamente divenne verde e non rosso, ma fortunatamente nessuno me lo ha mai rimproverato.” La serata è continuata tra i racconti e le canzoni di Mogol, brani originariamente cantati da Battisti, Mina, Cocciante, Mango, Morandi, Dalla e Celentano. Balla Linda, Il mio canto libero, l’arcobaleno, acqua azzurra acqua chiara, mi ritorni in mente e molte altre. Alla domanda che cos’è il talento il paroliere ha risposto “Il talento, a differenza di ciò che dicono le tv, non lo hanno in pochi. Tutti abbiamo un talento latente, va solo coltivato. Tutti noi possiamo diventare qualcosa di inimmaginabile, dobbiamo solamente lavorare, studiare e non fermarci”.

A concludere l’evento un duetto tra Mogol e il sold out della platea sulle note di “Io non so parlar d’amore” e “La canzone del sole”, pietre miliari della musica italiana

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