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Sinistra Italiana: “Meno giovani, più Neet e laureati in fuga, l’Abruzzo si svuota”

Marta Rosati di Marta Rosati
19 Luglio 2026
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L’Aquila. “In Abruzzo i giovani diminuiscono, quelli che restano faticano a trovare lavoro, e i più qualificati se ne vanno all’estero. Tre dati usciti nelle ultime settimane, letti insieme, raccontano la stessa crisi da tre angolazioni diverse”, a lanciare la riflessione sono UGS, Unione Giovani di Sinistra e Sinistra Italiana Abruzzo.

E continuano: “Secondo l’Ufficio Studi della CGIA di Mestre, negli ultimi dieci anni i giovani abruzzesi tra i 15 e i 34 anni sono diminuiti di 34.235 unità (-12,1%), con L’Aquila provincia più colpita (-16,5%). Entro il 2029, in regione, 64.400 lavoratori usciranno dal mercato del lavoro per pensionamento.

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Nel frattempo, secondo Openpolis (su dati Eurostat 2025), il 13,3% dei giovani italiani tra i 15 e i 29 anni è Neet, non studia, non lavora, non è in formazione, il quarto dato peggiore in Europa dopo Romania, Bulgaria e Grecia, e un fenomeno legato a doppio filo con l’abbandono scolastico nei territori più fragili”.

“E chi si laurea- sottolineano all’unanimità- , spesso, se ne va: secondo il Rapporto Italia 2026 di Eurispes, tra il 36 e il 39% dei laureati abruzzesi under 35 ha lasciato l’Italia, una quota tra le più alte del Mezzogiorno. Solo il 67,6% dei neolaureati italiani trova un’occupazione entro tre anni dal titolo, e chi resta nel Mezzogiorno guadagna in media 375 euro netti al mese in meno di un laureato del Nord-Ovest a parità di titolo: un divario che spinge molti a scegliere l’estero”.

“Meno giovani, più Neet, più laureati che scappano: sono la stessa crisi vista da tre angolazioni”, dichiara Daniele Licheri, segretario regionale di Sinistra Italiana Abruzzo. “Non si tiene in piedi un sistema economico e previdenziale senza lavoro stabile, salari dignitosi e servizi che permettano ai giovani di restare, studiare e costruirsi un futuro qui. Mentre la destra discute di remigrazione, la realtà è che l’Abruzzo e l’Italia hanno bisogno di più persone che lavorano, non di meno: sia i nostri giovani che scelgono di restare, sia chi arriva dall’estero. Servono investimenti veri su lavoro, scuola e case accessibili, non propaganda”.

“Questi numeri li viviamo sulla nostra pelle ogni giorno”, aggiunge Alex Giaccio, coordinatore regionale di UGS Abruzzo, Unione Giovani di Sinistra. “Chi resta si scontra con affitti che pesano più della borsa di studio, tirocini che si allungano per anni senza mai diventare un contratto vero, servizi di salute mentale che restano un privilegio per pochi. Non è un caso che tanti scelgano di partire: non manca la voglia di restare, mancano le condizioni per farlo. Continueremo a chiedere investimenti veri sul diritto allo studio, sul lavoro giovanile e sulla salute mentale”.

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