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Si travestiva da pastore e catturava sulle montagne i briganti, l’Arma commemora il capitano Bergia

Bergia si arruolò come carabiniere semplice e affrontò impavido i briganti: le sue valorose azioni lo portarono a promozioni che lo fecero arrivare al congedo con i gradi di capitano

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Scanno. Impavido affrontava i briganti sulle montagne, travestendosi da pastore. E così riuscì ad assicurare alla giustizia i fuggitivi che rifugiandosi sui monti scappavano dalla legge. Per farlo si travestiva da pastore.

Si è svolta a Scanno una solenne cerimonia per la celebrazione del 150° anniversario della concessione della 3^ M.A.V.M. al brigadiere Chiaffredo Bergia.

Per l’importante evento è stata anche allestita una mostra in via Abrami, con i cimeli riguardanti la figura del brigadiere Bergia, messi a disposizione per la circostanza dal museo storico dell’Arma dei Carabinieri.

L’eroe fu insignito, tra le altre onorificenze, della M.A.V.M. con R.D. del 25 febbraio 1872, con la seguente motivazione: “Per aver dato prova di rara intelligenza ed ammirevole zelo, non disgiunti da personale singolare coraggio nell’inseguire, affrontare e ferire il brigante Del Guzzo”. In Fontecchio (AQ), 8 ottobre 1871.

Il Brigadiere Chiaffredo Borgia nacque a Pesana di Saluzzo (CN) il 1° gennaio 1840.

“Promosso carabiniere a 20 anni dopo aver frequentato la scuola allievi nella legione di Torino, venne destinato alla stazione di Scanno, dove si distinse per zelo ed ardimento, meritando la prima M.A.V.M. nell’occasione del conflitto a fuoco avvenuto il 22 aprile 1863, contro la Banda del brigante Tamburrino”, scrive in una nota alla stampa il comando provinciale del carabinieri dell’Aquila, “promosso Vice Brigadiere il 1° agosto 1867, gli fu affidato il comando della stazione Carabinieri di Campotosto, dove l’8 novembre 1867 compì un altro gesto di valore catturando, dopo un lungo inseguimento e violenta colluttazione, l’omicida Andrea Andriani. Dopo venti giorni, nel corso di una vasta battuta in zona boschiva, seguita da scontro a fuoco contro tre briganti, il vice Brigadiere Bergia affrontò in un corpo a corpo uno di essi, riuscendo a tramortirlo con un sasso proprio quando stava per essere sopraffatto. Per tale operazione gli venne conferita una medaglia di bronzo al valor militare e la promozione al grado di Brigadiere. Numerose altre furono le operazioni di servizio condotte dal sottoufficiale contro il brigantaggio, che gli valsero ulteriori riconoscimenti e promozioni.

Nella suggestiva Piazza San Rocco, alla presenza del sindaco Giovanni Mastrogiovanni, del comandante della legione Abruzzo e Molise, Gen. di Brigata Paolo Aceto, del comandante provinciale dei carabinieri di L’Aquila, colonnello Nazareno Santantonio, del Presidente della Sezione dell’A.N.C., brigadiere Capo in quiescenza Pierluigi Cosenza, e di altre Autorità civili, militari e religiose, è stata deposta una corona di alloro al monumento ai Caduti.

Successivamente, il comandante della compagnia carabinieri di Castel di Sangro, il capitano Fabio Castagna, ha tenuto una breve allocuzione celebrativa della ricorrenza.

A seguire l’intervento del sindaco di Scanno, che ha conferito la cittadinanza onoraria all’Arma dei Carabinieri, quale segno tangibile di riconoscimento per le iniziative di vicinanza alla popolazione e le attività di soccorso e assistenza rese durante l’emergenza pandemica.

La cerimonia si è poi conclusa con il concerto della banda dell’Arma dei carabinieri, esibitasi, nel rispetto delle attuali norme anti contagio, nella Piazza Santa Maria della Valle”.

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