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Sequestrato dalla finanza il multiplex cinema Astra di Avezzano, inchiesta per frode

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Avezzano. Posto sotto sequestro  il multiplex cinema Astra di Avezzano nell’ambito dell’inchiesta nella procura della Repubblica di Padova su una presunta frode nella vendita di prodotti petroliferi. Il provvedimento preventivo è stato eseguito dalla guardia di finanza. Si tratta di una costola dell’inchiesta che aveva portato all’arresto di quattro persone, una delle quali si è costituita ad Avezzano l’11 luglio scorso.

Il multisala di via Cavour, nel nucleo industriale di Avezzano, è passata nel 2019 nelle mani della Ing&co, società formata da un gruppo di imprenditori del territorio. Era finito all’asta e l’edificio, di 12mila metri quadrati, completo di parcheggio, era stato valutato oltre 2 milioni di euro nel gennaio 2018. Oltre al cinema, ancora chiuso a causa dell’emergenza covid19, è stato sequestrato un altro immobile in via XX settembre, rimessa di un’ex concessionaria automobilistica.

L’inchiesta ha già portato all’arresto di quattro imprenditori e al coinvolgimento a vario titolo nella frode di altre 12 persone. Attraverso la gestione di 13 imprese “filtro” formalmente intestate a “prestanome”, l’organizzazione in tre anni aveva venduto secondo l’accusa a circa un centinaio di clienti italiani 410 milioni di litri di carburante in frode all’iva.

Il  giudice per le indagini preliminari del tribunale di Padova ha emesso un provvedimento di sequestro per oltre 95 milioni di euro. L’indagine ha portato anche al sequestro preventivo di oltre 30 autobotti cariche di carburante e di un deposito di prodotti petroliferi, oltre a immobili e disponibilità su rapporti bancari.

Una filiera distributiva del carburante illecitamente introdotto sul territorio nazionale, secondo le fiamme gialle, era stata creata dagli accusati e stava penalizzando gli operatori onesti i quali venivano estromessi dal mercato perché non in grado di confrontarsi con i prezzi illecitamente competitivi determinati dal vantaggio fiscale della frode all’iva.

Il carburante, secondo quanto accertato, arrivava dalla Slovenia e veniva poi venduto, tramite numerosi passaggi cartolari di fatture inesistenti a centinaia di clienti in diverse regioni, tra cui l’Abruzzo.

Ad Avezzano si era consegnato ai carabinieri qualche giorno dopo l’ordine di restrizione, uno degli accusati, Roberto Coppola, accusato di frode e associazione per delinquere dedita alle truffe fiscali. L’uomo sarebbe coinvolto anche in un’altra maxi inchiesta della guardia di finanza in Molise, sempre per evasione dell’iva nella vendita di gasolio in diverse regioni che aveva coinvolto alcuni imprenditori del settore petrolifero e che ha toccato anche la Marsica.

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