Pescara. “Nulla è stato detto in merito alle misure che saranno prese domani in Consiglio dei Ministri per il rientro a scuola il 10 gennaio. Un silenzio, dopo il vertice di Palazzo Chigi sul tema (ragione per la quale la riunione è stata spostata di un’ora e mezza) che i sindacati non attendevano, giudicato uno sgarbo istituzionale”. Così la Uil Scuola dopo l’incontro di oggi con il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. “Su questo tema – afferma il segretario, Pino Turi – il ruolo del sindacato è di tutela della salute dei lavoratori e della comunità scolastica. Nessun dato ufficiale è stato diffuso sui contagi a scuola e sul tracciamento. L’accordo firmato (su distanziamento, aereazione, tracciamento, presidi sanitari) è rimasto sostanzialmente inattuato”.
“Bisogna tornare a pensare alle persone – sottolinea Turi -. Dobbiamo ricordare contestualmente alla messa in sicurezza della scuola, anche la condizione dei tanti lavoratori fragili che non ricadono nelle condizioni di tutela normativa, non hanno scelta e stanno pagando già un prezzo in termini di riduzione dello stipendio. Noi le domande le abbiamo poste, insieme con proposte concrete, ciò che mancano sono le risposte”. Durante l’incontro tra sindacati e ministro, si è parlato anche degli altri temi legati alla scuola, con la Uil che ha chiesto un “provvedimento strategico sulla scuola, anche al fine di rifinanziare il contratto oltre che risolvere la questione centrale del precariato e la situazione di sfruttamento lavorativo dei Dsga facenti funzione”. “Veti politici incrociati impediscono di trovare soluzioni per superare vincoli e individuare scelte normative per il personale della scuola – osserva Turi – bisogna smettere di dividere le persone e iniziare ad agire per superare le emergenze e guardare al rilancio della scuola statale e costituzionale del Paese. Un vero e
proprio argine alle derive autoritarie e di discriminazione sociale a cui gli scioperi del 10 e del 16 dicembre hanno richiesto un ripensamento delle politiche tuttora in atto. Basta con la confusione dei ruoli, ognuno faccia il suo se lo sa fare. Bisogna cominciare a definire che cosa è attività amministrativa, che cosa è decisione politica, che cosa è azione sindacale. Se si confondono i piani si perdono obiettivi e nessuno ha responsabilità, ma con ripercussioni negative sui lavoratori e sulle persone più deboli”.



