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Sciopero degli avvocati penalisti, a Pescara aule del tribunale deserte

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Pescara. Adesione massiccia delle toghe pescaresi allo sciopero indetto a livello nazionale dall’Unione delle Camere Penali Italiane dal 24 al 27 maggio. Aule del Tribunale di Pescara praticamente deserte. Gli avvocati penalisti hanno scelto di incrociare le braccia per tre giorni per protestare, tra le altre cose, contro l’ipotesi di ampliamento dei termini di prescrizione e del ricorso delle videoconferenza nei processi. Nel mirino dell’Ucpi “una riforma asistematica del processo, contro lo slogan ‘prescrizione piu’ lunga e processi piu’ brevi’, un ossimoro per coprire le carenze organizzative che portano oltre il 70 per cento dei processi a prescriversi nel corso delle indagini preliminari, contro una riforma della prescrizione che non accorcia, ma allunga i tempi del processo, violando la presunzione di innocenza, il diritto alla vita degli imputati”. tribunale13Lo sciopero e’ anche contro “l’attuale normativa in tema di intercettazioni del tutto insufficiente a garantire la riservatezza delle comunicazioni di coloro che occasionalmente (o indirettamente) vengano intercettati”. I penalisti protestano anche contro “ogni ulteriore estensione del ‘processo a distanza’ ai processi penali con detenuti” e per “ribadire la critica agli strumenti del ‘doppio binario’, del regime speciale del 41 bis” . L’Ucpi ha, inoltre, promosso l’astensione per dire no “alla nuova pericolosa spinta autoritaria, ispirata e alimentata da vari settori della magistratura che alimentano il conflitto aperto dalla magistratura associata nei confronti della politica, che deve preservare la propria indipendenza dalla magistratura e sottrarsi, con eguale autorevolezza ed autonomia, alla azione condizionante del populismo”. Soddisfatta Annalisa Cetrullo, presidente della Camera Penale di Pescara, per la riuscita dello sciopero: “Siamo totalmente contrari – ha detto Cetrullo – alla riforma della prescrizione. Spesso passa il messaggio che allungando i tempi si possa accelerare la durata dei processi, ma non e’ cosi’. Gli imputati hanno diritto a un processo veloce e con questa riforma si rischia invece di allungarlo”.

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