The news is by your side.

Sanità: l’ospedale dell’Aquila inaugura un nuovo “pacemaker” cerebrale contro il Parkinson

Già effettuati i primi innovativi impianti: maggiore qualità di vita per i pazienti

130

 

 

L’Aquila. In questa estate 2021, il presidio sanitario aquilano  San Salvatore diventa protagonista del centro-sud Italia dell’impiantologia  di ultima generazione legata al Parkinson: un nuovo ‘pacemaker’ cerebrale anti-Parkinson è disponibile all’ospedale dell’Aquila. Si tratta di un innovativo sistema di elettrocateteri sviluppato da Medtronic per la terapia di stimolazione cerebrale profonda (Deep brain stimulation – Dbs) e che consente di personalizzare la cura rilevando i segnali celebrali. Il neurostimolatore è un dispositivo di piccole dimensioni, simile a un pacemaker, che invia all’area del cervello correlata con i sintomi del Parkinson dei segnali elettrici attraverso fili estremamente sottili. Al San Salvatore sono stati effettuati già i primi impianti: l’ospedale aquilano può vantare questa specialità insieme a Padova, Bologna, Bergamo, Novara, Milano e Pavia. Gli studi condotti hanno dimostrato che la stimolazione cerebrale profonda eseguita con questo sistema è efficace nel controllo del tremore essenziale, della distonia e dei sintomi della malattia di Parkinson che non possono essere controllati in maniera adeguata tramite i farmaci.

“I risultati ottenuti sono frutto del grande impegno che la neurochirurgia ha intrapreso in questi ultimi anni puntando sull’innovazione e l’unicità del servizio. La più grande soddisfazione arriva dai continui feedback positivi che questi pazienti , provenienti da varie regioni italiane, ci trasmettono. Restituirgli una qualità di vita soddisfacente ed autonomia quotidiana è la forza che ci spinge a continuare in questo complesso campo della neurochirurgia”, spiega uno dei responsabili del progetto, il dottor Francesco Abbate, che opera insieme al primario del reparto di neurochirurgia, Alessandro Ricci, e al dottor Nicola Modugno. Questa nuova tecnologia permette una terapia personalizzata che si può adattare utilizzando i dati oggettivi di ogni paziente per consentire una programmazione in termini di spazio e tempo e come risultato più importante migliorare la vita del paziente.

Articoli più letti

Ultimi articoli