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Salvini a Chieti per sostenere la candidatura di Di Stefano, “indegna la situazione autostrade”

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Chieti. Si sta svolgendo in questi minuti, presso la sala consiliare del Comune di Chieti, l’incontro dell’ex ministro Matteo Salvini insieme al segretario regionale della Lega Luigi D’Eramo e a Fabrizio Di Stefano, candidato sindaco per la città di Chieti. Salvini, arrivato in città per sostenere la candidatura a sindaco dell’ex parlamentare Di Stefano: ”il litigio Pd-5stelle sulla revoca delle concessioni sta bloccando tutti gli investimenti su tutta la rete autostradale italiana. Anche gli abruzzesi come i liguri come i laziali dovrebbero andare a chiedere conto a Conte dei suoi ritardi. Una situazione indegna”

 

Continuando nel suo intervento, Salvini, ha commentando la notizia della richiesta di fissazione dell’udienza preliminare da parte della Procura di Catania per la vicenda della nave Gregoretti: ”L’ho detto in aula in Senato, piena fiducia nella magistratura: se devo andare in Tribunale per rispondere di aver difeso i confini, la sicurezza e l’onore e la dignità del mio paese ci andrò a testa alta perché ritengo non solo di non aver commesso un reato, ma di aver svolto a pieno il mio dovere di fare quello che la Costituzione impone ovvero di difendere la patria”.

Commentando invece la sentenza della Cassazione sulle motivazioni al no all’arresto di Carola Rackete Salvini ha dichiarato: ”Voglio leggere bene questa sentenza della Cassazione perché se è vero quello che
leggo, che si può speronare una nave della Guardia di Finanza con a bordo cinque militari della guardia di
finanza, é un principio pericolosissimo per l’Italia e per gli italiani”.

”Un conto è soccorrere dei naufraghi in mare – ha aggiunto Salvini – che è un diritto dovere di chiunque, un conto e giustificare un atto di guerra. Se io in Germania speronassi una nave militare tedesca, penso che giustamente sarei messo in galera. Quindi me la leggerò. Se così fosse sarebbe un pericoloso precedente perché da domani chiunque si sentirebbe titolato a fare quello che non va fatto”.

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