Rocca di cambio. Non solo il fuoco. Sul Monte Cagno, dove da giorni Vigili del Fuoco e volontari sono impegnati senza sosta per contenere e bonificare l’incendio, ieri si è aggiunto un nuovo imprevisto: un uomo della Protezione Civile è stato assalito da uno sciame di vespe mentre era impegnato nelle operazioni di bonifica.
Per soccorrere il volontario è stato necessario l’intervento dell’elicottero del 118, chiamato a raggiungere la zona montana e a prestare assistenza. L’episodio è stato riportato nelle scorse ore da Il Capoluogo.
Una nuova emergenza nell’emergenza, dunque, in una giornata particolarmente impegnativa per le squadre al lavoro sul Monte Cagno.
Quella di ieri, 7 agosto, è stata un’altra giornata di intenso lavoro sul fronte dell’incendio che interessa il territorio di Rocca di Cambio. Le fiamme, sul versante sud del Monte Cagno, hanno continuato a preoccupare per la loro estensione e per la presenza del vento, che ha reso più difficili le operazioni.
Sul posto sono stati impegnati circa 80 operatori tra Vigili del Fuoco e Protezione Civile, con l’impiego di mezzi terrestri e aerei. Sono state realizzate anche tre linee tagliafuoco con l’obiettivo di contenere il fronte e proteggere le aree più esposte.
La situazione era particolarmente delicata anche per la vicinanza delle fiamme alla pineta e all’abitato di Rocca di Cambio. Il lavoro delle squadre si è concentrato quindi non soltanto sullo spegnimento dei focolai attivi, ma anche sulla messa in sicurezza e sulla bonifica delle aree già interessate dal passaggio del fuoco.
Secondo le ricostruzioni pubblicate nei giorni scorsi, il focolaio sul Monte Cagno sarebbe stato provocato dalla caduta di un fulmine. Il vento e le alte temperature hanno poi favorito la propagazione delle fiamme, complicando ulteriormente le operazioni.
È proprio durante una di queste attività che il volontario della Protezione Civile sarebbe stato raggiunto e assalito da uno sciame di vespe.
Un episodio improvviso e potenzialmente pericoloso, avvenuto in un’area già resa difficile dal rogo e dalle condizioni del terreno. Per il volontario si è quindi reso necessario l’intervento dell’elisoccorso del 118.
Un incidente che restituisce anche la misura delle difficoltà affrontate in questi giorni da chi sta lavorando sul Monte Cagno: ore trascorse in montagna, tra fumo, calore, terreno impervio e focolai da controllare, con rischi che possono arrivare anche da situazioni apparentemente lontane dall’emergenza incendio.
Dopo giorni di apprensione, nella giornata di oggi, 8 agosto, la situazione sul Monte Cagno è invece migliorata. La pioggia ha dato un contributo importante alle operazioni e l’incendio è stato indicato come sotto controllo, dopo il lavoro svolto nei giorni precedenti da oltre 80 uomini tra Vigili del Fuoco e Protezione Civile.
Resta ora il lavoro di controllo e bonifica, fondamentale per evitare che eventuali focolai possano riaccendersi.
Sul Monte Cagno, dunque, la lunga emergenza sembra avviarsi verso una fase più tranquilla. Ma quella di ieri resterà una delle immagini più singolari di questi giorni di fuoco: un volontario impegnato a combattere l’incendio costretto a chiedere aiuto non per le fiamme, ma per l’attacco improvviso di uno sciame di vespe.



