L’Aquila. La sanità abruzzese guarda al futuro e lo fa puntando sull’intelligenza artificiale e sulla ricostruzione tridimensionale delle immagini diagnostiche. È questa la principale novità presentata ieri nel corso dell’evento dedicato al nuovo sistema regionale di archiviazione radiologica (VNA), occasione in cui il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, e l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì, hanno illustrato le nuove tecnologie che entreranno a supporto dell’attività di medici e chirurghi.
Non solo digitalizzazione degli archivi sanitari, dunque, ma anche strumenti capaci di cambiare il modo di pianificare gli interventi chirurgici. Grazie all’intelligenza artificiale e al software MEDXR, infatti, le immagini ottenute da Tac e risonanze magnetiche vengono elaborate fino a diventare modelli tridimensionali interattivi degli organi del paziente, consentendo ai professionisti di “entrare” virtualmente nel campo operatorio prima dell’intervento.
«Oltre ai servizi digitali tradizionali, rompiamo gli schemi con l’intelligenza artificiale», ha dichiarato Marsilio, sottolineando come una tecnologia spesso guardata con diffidenza possa invece rappresentare «una miniera inesauribile di opportunità» per migliorare diagnosi, terapie e prevenzione.
Il presidente ha raccontato di aver assistito personalmente a una dimostrazione del sistema. «Sembra fantascienza – ha spiegato –. È possibile osservare un organo in movimento, come un cuore che pulsa, proiettato in tre dimensioni sullo schermo, senza indossare visori. Il chirurgo può sezionarlo virtualmente, studiarne ogni dettaglio e simulare l’intervento prima di entrare in sala operatoria, riducendo al minimo gli imprevisti e i rischi».
Un entusiasmo, quello del governatore, condiviso anche dai professionisti sanitari coinvolti nella sperimentazione. «All’inizio ho voluto capire se fosse solo una dimostrazione spettacolare – ha aggiunto – ma il riscontro dei medici è stato estremamente positivo».
Secondo Marsilio, l’investimento ha anche un valore strategico per il futuro della sanità regionale. Dotare gli ospedali di tecnologie di ultima generazione significa offrire ai professionisti strumenti all’altezza dei più avanzati centri internazionali, creando le condizioni per fare ricerca e innovazione senza lasciare il territorio. «Si può essere un’eccellenza e fare ricerca avanzata anche restando a Chieti, Pescara, Teramo o L’Aquila, senza invidiare città come Parigi o New York», ha affermato, ringraziando Riccardo Urbani e il team che ha contribuito alla realizzazione del progetto.
Ad approfondire gli aspetti clinici sono stati il primario radiologo Vincenzo Di Egidio e il chirurgo toracico Antonio Fabio De Filippis. I due specialisti hanno illustrato le potenzialità del software MEDXR, capace di trasformare gli esami radiologici tradizionali in ologrammi tridimensionali ad alta definizione, con cui il medico può interagire in tempo reale.
Una tecnologia che apre nuove prospettive soprattutto nella chirurgia complessa. La possibilità di studiare l’anatomia del paziente nei minimi dettagli e di simulare il percorso operatorio prima dell’intervento consente infatti una pianificazione molto più accurata, con possibili benefici in termini di precisione chirurgica, riduzione dei tempi operatori e maggiore sicurezza per il paziente.
L’intelligenza artificiale entra così negli ospedali abruzzesi non come sostituto del medico, ma come uno strumento destinato a potenziarne competenze e capacità decisionali, segnando un nuovo passo nel percorso di innovazione della sanità regionale.



