Rivisondoli. Prosegue e si rinnova la storica tradizione che lega il Presepe Vivente di Rivisondoli all’arte contemporanea. Si tratta di un connubio nato nel 1994 grazie all’iniziativa ideata e organizzata da Giulio Carosone, intitolata “Un maestro dell’arte contemporanea a Rivisondoli per il Presepe Vivente”, che da oltre trent’anni porta nel borgo abruzzese alcuni tra i più autorevoli interpreti della pittura italiana.
Il protagonista dell’edizione 2026 è il maestro Roberto Bellucci, artista impegnato in una ricerca pittorica avviata nel 1978 e caratterizzata dalla personale tecnica della “frammentazione cromatica”. Questo particolare metodo prevede la lavorazione del colore a olio per asportazione anziché per sovrapposizione, conferendo alle sue opere una speciale luminosità.
L’inaugurazione della mostra si terrà domani alle ore 18.45 presso il Centro Culturale di Rivisondoli, situato in piazza Municipio 6, proprio accanto al Municipio. Durante l’evento, Bellucci donerà ufficialmente alla comunità il dipinto Incarnazione, che verrà consegnato al sindaco Nunzio De Capite alla presenza della consigliera comunale con delega alla Cultura Emilia Ferrara. L’opera diventerà il manifesto ufficiale della 76ª edizione del Presepe Vivente, in programma il 5 gennaio 2027, e rimarrà esposta all’interno della personale dell’artista fino al 15 settembre.
Il dipinto offre una lettura intensa e simbolica del tema della Natività. Al centro della composizione si trovano San Giuseppe, posto a protezione di Maria, e la Madonna che tiene in grembo il Bambino Gesù. La mangiatoia è stata dipinta volutamente vuota per richiamare il presepe originario di San Francesco d’Assisi, mentre il bue e l’asinello simboleggiano la natura. A completare il quadro vi sono la stella cometa e i doni dei Re Magi — oro, incenso e mirra — intesi come richiami alla dimensione umana e spirituale del mistero di Dio che si fa uomo.
Come ha spiegato lo stesso Bellucci, un artista contemporaneo ha il compito di rappresentare il proprio tempo e, anche in quest’opera, il linguaggio della pittura si trasforma in uno strumento per raccontare temi universali attraverso una sensibilità attuale.
L’iniziativa costituisce ormai una delle principali peculiarità culturali del paese. Dal 1994 ogni autore coinvolto realizza il manifesto e dona la propria opera al Museo del Presepe. Nel corso degli anni la collezione si è arricchita con i contributi di grandi nomi come Athos Faccincani, Luca Alinari, Saverio Terruso, Mario Ortolani, Anna Cionini, Roberto Fontirossi, Lauro Potenza, Graziano Guiso, Francesco Nesi, Nino D’Amore, Massimo Sansavini, Luca Dall’Olio e Giuliano Giuggioli.
Come ha ricordato Giulio Carosone, il progetto è nato con l’idea di affiancare alla rappresentazione sacra un percorso artistico permanente. Ospitando ogni estate la mostra dell’autore selezionato per l’anno successivo, Rivisondoli ha saputo creare una raccolta di quasi 230 opere, che rappresenta oggi uno dei patrimoni più importanti dedicati alla Natività nell’arte contemporanea italiana.



