Teramo. Una patologia rarissima, potenzialmente molto pericolosa, individuata per caso e trattata con successo grazie a una procedura di alta complessità. Importante risultato per la Radiologia interventistica dell’ospedale Mazzini di Teramo, dove l’équipe ha affrontato una fistola arterovenosa durale della fossa cranica anteriore, una condizione che interessa circa 1-6 persone ogni milione di abitanti all’anno.
Protagonista della vicenda è un uomo di 53 anni, residente in provincia di Teramo, che aveva effettuato una Tac total body nell’ambito di un programma di controlli oncologici. Un accertamento di routine che ha consentito di individuare casualmente una patologia vascolare della quale il paziente non aveva alcun sintomo.
Gli approfondimenti angiografici hanno però rivelato un quadro tutt’altro che rassicurante: la fistola, localizzata alla base del cranio, dietro il naso, presentava caratteristiche di particolare aggressività, con un aneurisma venoso ad alto rischio di rottura e numerose comunicazioni anomale tra arterie e vene.
Di fronte a un quadro così delicato, è stato necessario intervenire tempestivamente. Nei giorni scorsi Maria Valeria Micelli, radiologa interventista della Uoc di Radiologia interventistica diretta da Pietro Filauri, ha eseguito il trattamento di embolizzazione endovascolare insieme al collega Alessio Gagliardi. Prima della procedura è stato inoltre richiesto il confronto con il professor Edoardo Boccardi, già direttore della Neuroradiologia interventistica dell’ospedale Niguarda di Milano.
L’intervento, particolarmente complesso per la posizione anatomica della fistola, è stato effettuato in anestesia generale, con il supporto dell’anestesista Antonio De Cato. Per chiudere le comunicazioni vascolari anomale è stato utilizzato Onyx, un agente embolizzante liquido che ha consentito di ottenere la completa occlusione dei punti fistolosi.
Una procedura mininvasiva, eseguita senza incisioni chirurgiche, che ha richiesto il lavoro coordinato di medici, anestesisti, infermieri e tecnici di radiologia, il cui contributo è stato determinante.
L’esito è stato positivo. Il paziente è stato dimesso dopo appena tre giorni, autonomo e senza deficit neurologici. Nelle prossime settimane effettuerà una visita di controllo, alla quale seguirà un programma di monitoraggio periodico attraverso la risonanza magnetica dell’encefalo.
Un risultato significativo per la sanità teramana, che dimostra il valore delle competenze specialistiche e della collaborazione multidisciplinare nella gestione di patologie rare e ad alta complessità.



