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Riparte la storica Sangritana: investimento da 90 milioni per ricongiungere l’Adriatico alla montagna

Alessandra Ciciotti di Alessandra Ciciotti
28 Aprile 2026
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Castel di Sangro. Consegnati i lavori per il ripristino dell’armamento e del segnalamento sulla tratta Ateleta–Castel di Sangro. Un investimento da 90 milioni di euro per ricongiungere l’Adriatico alla montagna.

 

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Non si tratta solo dell’apertura di un cantiere, ma dell’inizio di una nuova fase per la mobilità abruzzese e per il rilancio dei collegamenti tra costa e aree interne. Il presidente della Regione, Marco Marsilio, ha consegnato questa mattina i lavori di potenziamento della storica tratta ferroviaria Sangritana a Castel di Sangro, segnando un passo decisivo per il ritorno del treno nel cuore dell’Appennino.

 

L’intervento riguarda il ripristino e il riadeguamento dell’armamento ferroviario e dei sistemi di segnalamento sulla tratta Ateleta–Castel di Sangro e si inserisce in un più ampio programma di riattivazione dell’intero asse Fossacesia–Castel di Sangro.

Il progetto è finanziato con 90 milioni di euro di fondi FSC e affidato alla società regionale TUA, nell’ambito di una strategia di lungo periodo già avviata che, lungo la direttrice, ha previsto investimenti complessivi nell’ordine dei 100 milioni di euro.

“Non si tratta solo dell’apertura di un cantiere, ma dell’avvio di un percorso strategico per il futuro della mobilità regionale”, ha dichiarato Marsilio. “Oggi interveniamo sulla tratta Ateleta-Castel di Sangro, ma il nostro obiettivo è il completamento dell’intero collegamento fino alla costa, non appena saranno conclusi i lavori stradali che attualmente occupano parte del sedime ferroviario fino a Gamberale e successivamente fino ad Archi, dove oggi già arriva il treno da Fossacesia”.

Il presidente ha sottolineato come l’intervento si inserisca in una visione di rete che punta a collegare in modo stabile costa, aree interne e città d’arte come Sulmona, con un’integrazione sempre più forte con la rete nazionale RFI.

“L’obiettivo finale è riaprire l’intera tratta da Fossacesia a Castel di Sangro, restituendo ai cittadini un’infrastruttura storica che a fine Ottocento era all’avanguardia e che negli ultimi decenni è stata progressivamente dismessa”, ha aggiunto Marsilio. Accanto al valore trasportistico per pendolari, studenti e lavoratori – con particolare attenzione anche alle esigenze della Val di Sangro e del sistema produttivo locale – il progetto punta anche su una forte valenza turistica.

“Restituiamo una tratta di straordinario fascino: dalla Costa dei Trabocchi si attraversa il Lago di Bomba fino ad arrivare all’Alto Sangro e alle sue montagne. Un’esperienza unica che solo l’Abruzzo può offrire in così pochi chilometri”, ha evidenziato il presidente.

 

 

Secondo la Regione e TUA, l’intervento coinvolge un bacino potenziale di circa 100 mila cittadini e 21 comuni direttamente interessati, con ricadute significative anche sulle aree limitrofe e sui poli industriali e urbani della Val di Sangro, Lanciano e Casoli. Il progetto si inserisce inoltre in una riflessione sul modello di esercizio futuro della linea, con l’ipotesi di soluzioni innovative come il sistema tram-treno, in grado di coniugare flessibilità, sostenibilità e integrazione con il territorio.

 

 

“Stiamo facendo scelte di respiro, investendo con la lungimiranza di chi vuole lasciare un’eredità infrastrutturale importante”, ha concluso Marsilio. “Le aree interne e la montagna sono al centro delle nostre attenzioni. Nonostante le difficoltà orografiche e tecniche, dimostriamo che questi territori non sono marginali, ma centrali nello sviluppo regionale”.

Alla cerimonia hanno preso parte i sindaci del territorio, tra cui il sindaco di Castel di Sangro Angelo Caruso, insieme ai rappresentanti istituzionali dei comuni interessati, al presidente di TUA Gabriele De Angelis e ai vertici della società ferroviaria regionale.

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