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Rigopiano: fu lotta per turbine. Sindaci e funzionari ‘bloccarono’ mezzi mentre Farindola aspettava

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Farindola. Nel lasso di tempo tra la valanga che ha travolto il resort di Rigopiano e l’inizio delle operazioni di soccorso, i mezzi della Provincia di Pescara sono al lavoro in tutto il territorio, ma come dimostrano le intercettazioni nell’informativa della Mobile di Pescara, ci sono sindaci che premono sui dirigenti per intervenire nel loro comune e che contestano agli stessi dirigenti il loro operato. Si tratta di una vera e propria ‘lotta per la turbina’, che si svolge ovunque. Ma lo si evince con particolare chiarezza dal colloquio tra il dirigente della Provincia Paolo D’Incecco, indagato, e il sindaco di S.Eufemia (Pescara) Francesco Crivelli, non indagato: si tratta di un comune sulla Maiella, cioè dall’altro lato dell’emergenza del pescarese. Il sindaco alle 18.17 del 18 gennaio chiede che la turbina passi per le strade del paese mentre D’Incecco la sta mandando nella frazione di Roccacaramanico dove sono isolate tre persone: Crivelli si mette in mezzo alla strada e blocca il mezzo. “Allora, siccome io sono l’autorità della Protezione Civile, ti dico che c’è maggiore necessità”. “E mi sequestri un mio mezzo”, risponde D’Incecco. “Ti sequestro il mezzo”, ripete il sindaco. Nell’informativa si spiega che “il funzionario provinciale giustificava il suo operato per essersi impegnato di persona e contro tutti, nel portare le turbine sulla strada di Caramanico-S.Eufemia, atteso che era sua intenzione liberare le tre persone che dimorano in Roccacaramanico. D’Incecco precisava ulteriormente che il mezzo è salito tra mille polemiche, perché il mezzo doveva essere inviato in altra località, ovvero ‘a Villa
Celiera e Farindola, dove sono bloccati, io mi son imposto, ho fatto riferimento a mie conoscenze personali'”. Nella concitata telefonata tra sindaco e funzionario alla ‘minaccia’ di Crivelli di chiamare la Prefettura, D’Incecco risponde: “non fare così, con me non serve, perché io non faccio né politica né polemica”. Ma più avanti lo stesso D’Incecco ammette che “questo mezzo sarebbe dovuto andare a Villa Celiera e a Farindola. Io mi sono imposto. Ho fatto riferimento a delle conoscenze mie personali, ho fatto portare una colonna mobile con il bobcat al seguito per andare a sgomberare Roccacaramanico, perché tu me lo avevi rappresentato questo problema… mo alle stradine del centro storico di S.Eufemia io…. non lo posso…”.

 

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