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#Rigopiano: esposto del Forum H2O: tragedia tra luoghi ‘protetti’, autorizzazioni inconsuete e varianti abusive

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Farindola. “Proviamo una grande indignazione. Quello che doveva essere uno dei posti più tutelati d’Europa, parco, zona A1 del Piano Paesistico Regionale, terreno demaniale, vincolo idrogeologico, Sito di Interesse Comunitario, Zona di Protezione Speciale, zona agricola per il PRG, si è trasformato in un luogo di tragedia”. Lo ha detto Augusto De Sanctis del Forum H2o. Per il Forum le ”procedure autorizzative velocissime inconsuete per gli enti pubblici, con tanto di varianti al Piano regolatore e realizzazioni abusive. Dopo il primo esposto ci siamo anche interrogati su come ci fosse sfuggita un’opera così rilevante e leggendo le carte abbiamo capito. Il Comitato VIA della Regione Abruzzo nel 2007 ha esaminato la pratica per la Valutazione di Incidenza Ambientale del Centro Benessere omettendo del tutto di pubblicare l’avvio del procedimento sul suo sito web, come imporrebbe la Convenzione di Aarhus ratificata dall’Italia con legge 108/2001.

Di solito noi leggiamo quasi tutti i progetti che vengono depositati al comitato VIA e interveniamo su molti. Tra l’altro la legge impone che sulla procedura di incidenza ambientale la regione decida ‘sentito l’ente parco’. Qui abbiamo trovato solo un’anodina nota della Regione del 18 aprile 2007, protocollata il 20 aprile al Parco che comunicava che il 26 aprile il Comitato VIA avrebbe discusso la pratica. In mezzo sabato, domenica e 25 aprile e senza inviare lo Studio di Incidenza Ambientale. Il Parco non ha emesso alcun parere”. De Sanctis continua a spiegare che ”Il Parco ha rilasciato il parere favorevole pur non avendo ricevuto la relazione geologica quando la legge istitutiva dell’area protetta impone che l’autorizzazione sia rilasciata dopo aver visionato tutti gli elaborati visto che il parco tutela anche le formazioni geomorfologiche quale patrimonio naturale. È desolante pensare che tutto sia avvenuto in un luogo pubblico che doveva ospitare persone da tutto il mondo. Evidentemente una terra di nessuno dove tanti funzionari hanno preferito non controllare e guardare dall’altra parte. Ora piangiamo questa tragedia, l’ennesima che un sistema più attento al bene comune e meno al profitto avrebbe potuto evitare’.

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