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#Rigopiano: altri segnali da sotto la neve. Si cercano tracce cellulari, è corsa contro il tempo

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Farindola. “Abbiamo altri segnali da sotto la neve e le macerie, stiamo verificando. Potrebbero essere persone vive, ma anche le strutture dell’albergo che si muovono sotto il peso della neve”. Lo ha detto il dirigente dei vigili del fuoco Alberto Maiolo al centro operativo di Penne (Pescara), in un aggiornamento sulle ricerche dei dispersi all’hotel Rigopiano. “Vista la situazione, già avere estratto diverse persone vive è una grossa soddisfazione ­ ha aggiunto Maiolo ­. Dobbiamo muoverci con molta cautela perché lo stato dei luoghi è pericoloso anche per noi”. Nella corsa contro il tempo per salvare le persone intrappolate dalla slavina nell’albergo Rigopiano a Farindola giocano un ruolo­chiave anche le sofisticate tecnologie in uso alla Polizia Scientifica, subito mobilitata dal Questore di Pescara, per la localizzazione dei dispersi attraverso i loro cellulari. Analoghe sofisticate apparecchiature vengono utilizzate dalla Guardia di Finanza.

Ieri sera, intorno alle 22, il gatto delle nevi è riuscito a portare sul posto le strumentazioni elettroniche che vengono abitualmente utilizzate dalla Polizia per la geolocalizzazione dei cellulari e che sono state posizionate nella mansarda dell’albergo per catturare i segnali provenienti da una lista di undici cellulari forniti dalla squadra mobile di Pescara e appartenenti ai dispersi. Le strumentazioni, nonostante il buio, il freddo e la neve, hanno consentito di individuare il punto preciso in cui scavare, dando una traccia preziosa ai soccorsi. E’ stata così tratta in salvo una persona ferita e sono stati recuperati tre cadaveri. Anche le Fiamme Gialle presenti sul posto stanno utilizzando sistemi che consentono di localizzare i telefoni cellulari per indirizzare le ricerche verso aree circoscritte. In particolare sono stati rilevati segnali di due utenze intestate ad ospiti della struttura provenienti dallo stesso punto in cui sono stati individuati alcuni superstiti. Il sistema in uso alla Gdf prevede che, una volta acquisite le utenze in uso ai dispersi, venga avviato il monitoraggio: la localizzazione di precisione consente di individuare il target nel raggio di un metro

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