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Ricostruzione post sisma 2016: L’ultimo appuntamento del Roadshow “Restare, Partire, Tornare”, il 20 aprile

Castelli: "Investire sui giovani dei territori e non solo sulla ricostruzione materiale degli edifici"

Silvia Rosiello di Silvia Rosiello
15 Aprile 2026
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Montorio al Vomano. Lunedì 20 aprile, nel Chiostro degli Zoccolanti di Montorio al Vomano, si chiuderà la serie di incontri del progetto “Ripartiamo Insieme – area del Cratere 2016”.  Un anno di eventi, manifestazioni, storie e numeri che raccontano un tentativo riuscito di invertire la narrazione su un pezzo d’Italia che il terremoto del 2016 aveva consegnato all’immaginario collettivo come territorio della perdita.

L’appuntamento di Montorio al Vomano, organizzato nell’ambito delle attività della Struttura Commissariale per la Ricostruzione e promosso dal Dipartimento per le Politiche Giovanili e il Servizio Civile Universale, porterà sul palco del Chiostro degli Zoccolanti personalità del territorio e figure di rilievo nazionale in un programma che mescola saluti istituzionali, talk ispirazionali e un laboratorio di co-progettazione.

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Presenti, tra gli altri, il Commissario Straordinario per la Ricostruzione Guido Castelli, il Sindaco di Montorio al Vomano Fabio Altitonante, il Sindaco de L’Aquila e Presidente ANCI Abruzzo Pierluigi Biondi, il Rettore dell’Università di Teramo Christian Corsi e il Commissario del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga Patrizio Schiazza. I talk ispirazionali vedranno protagonisti Rachele Di Fabrizio, operatrice ambientale della Riserva Naturale Lago di Penne, Daniela Tinti, naturalista e botanica, Enrico De Dominicis e Luciano Mucci del Gruppo MAIRE, Giuseppe Sabatino, produttore locale, Giorgio Pomponi, team manager Panthers Roseto Basket, e Marco di Marcello, Montorio 88 Calcio.

Un anno, quattro regioni, oltre 3.100 presenze

Tutto è cominciato il 20 giugno 2025 a Colli del Tronto, nel Parco della Pace, con la prima edizione del Festival della Restanza e della Tornanza. Tre giorni che hanno portato oltre 2.500 persone in un territorio che non era abituato a vedersi raccontare come destinazione: più di 15 panel e talk, 4 laboratori su imprenditoria, intelligenza artificiale e comunicazione, e un palco che ha ospitato Brunello Cucinelli, Vincenzo Schettini, il Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, la Ministra per la Famiglia Eugenia Roccella, il Commissario Guido Castelli, il direttore de “Il Giornale” Tommaso Cerno e il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori.

Da novembre il progetto si è trasformato in Roadshow, cambiando scala e formato: non più un grande festival ma una serie di appuntamenti nei teatri storici del territorio, pensati per incontrare i giovani dove vivono. Il 21 novembre al Teatro Lauro Rossi di Macerata e il 15 dicembre al Teatro dei Filarmonici di Ascoli Piceno, con 250 e 350 presenze rispettivamente. Imprenditori, content creator e innovatori sociali sono saliti su palchi che normalmente accolgono lirica e teatro classico per raccontare che costruire il proprio futuro qui, in questi luoghi, è possibile. Da marzo 2026 il Roadshow ha poi raggiunto Castignano, Folignano, Montedinove e Amatrice, prima di chiudere il ciclo a Montorio al Vomano, portando il totale a otto tappe in quattro regioni.

“La prossima fase inizia domani”

«Quando abbiamo immaginato questo progetto, sapevamo che la ricostruzione non poteva fermarsi alle case e alle strade» dice Guido Castelli, Commissario Straordinario per la Ricostruzione post-sisma 2016. «Doveva toccare qualcosa di più difficile da misurare: la voglia di restare, di tornare, di scommettere su questi luoghi. A distanza di un anno posso dire che quella scommessa l’abbiamo vinta insieme. I numeri ci danno ragione, i posti di lavoro nell’area del cratere sono cresciuti del 12,4% tra il 2022 e il 2024  ma i numeri non raccontano tutto. Dentro ci sono i volti di migliaia di ragazze e ragazzi che per la prima volta hanno visto il loro territorio come una risorsa, non come un luogo da cui scappare ma come un posto in cui costruire qualcosa di vero. Questo progetto non finisce oggi a Montorio, finisce soltanto la prima fase, la prossima inizia domani.»

“Uno degli assi portanti del progetto è stato rendere visibili ai giovani del cratere le opportunità che già esistono. Il Servizio Civile Universale è tra queste: un’esperienza che permette a ragazze e ragazzi dai 18 ai 28 anni di avvicinarsi alla cosa pubblica, sviluppare competenze concrete e costruire reti di relazioni in un contesto che, nell’area del cratere, assume un valore moltiplicato. La Struttura Commissariale ha svolto in questo senso una funzione di raccordo e orientamento, contribuendo a far sì che il bando diventasse un’opportunità percepita e accessibile, un primo approccio alla cittadinanza attiva che può aprire la strada verso percorsi professionali, imprenditoriali o istituzionali.” continua Castelli.

“Tra chi ha partecipato alle tappe del Roadshow c’è chi ha aperto un’attività artigianale nel borgo di origine, chi ha costruito un progetto di comunicazione territoriale diventato punto di riferimento per la propria comunità, chi ha trasformato la passione per il cibo, la natura o lo sport in un mestiere che genera reddito senza richiedere di lasciare l’Appennino. Sono storie che non fanno notizia proprio perché accadono in silenzio, in luoghi che i giornali citano soltanto quando c’è un’emergenza. Questo progetto ha scelto di raccontarle quando non c’era nessuna emergenza, ed è questa, forse, la scelta più significativa.” aggiunge il Commissario.

Un modello che guarda al futuro

“Il progetto si è sviluppato in piena coerenza con gli strumenti che il legislatore e il Governo hanno già messo a disposizione dei territori: i fondi del NextAppennino, i bandi per l’autoimprenditorialità giovanile, il Servizio Civile Universale. Quello che “Ripartiamo Insieme” ha aggiunto è la capacità di rendere questi strumenti visibili, accessibili e desiderabili per chi vive in quei territori. La Struttura Commissariale ha svolto in questo senso una funzione di raccordo istituzionale, contribuendo a costruire un ecosistema in cui politiche pubbliche, iniziative culturali e protagonismo giovanile si sono alimentati a vicenda” afferma Castelli.

“Il risultato è un modello di intervento replicabile, che questa esperienza consegna come patrimonio alle istituzioni competenti, attivando una collaborazione istituzionale efficace ed efficiente: Ministero per lo Sport e i Giovani, Dipartimento per le Politiche Giovanili, Ministero per la Famiglia e le Pari Opportunità, oltre alle Regioni e agli Enti locali che hanno accompagnato ogni tappa del percorso. Un modello che dimostra come la presenza dello Stato nei territori non si misuri soltanto in ordinanze e risorse finanziarie, ma anche nella capacità di ascoltare, di raccontare e di stare vicino a chi in quei luoghi ha scelto di costruire il proprio futuro”. conclude il Commissario.

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