Pescara. Resti umani, ossa, abbandonati in buste e cassette rinvenuti durante i lavori di consolidamento del cimitero di Colle Madonna, informate Asl e Procura.
Durante i lavori di consolidamento dei loculari, prima serie del vecchio cimitero e quinta serie del primo ampliamento, che presso il cimitero di Colli Madonna da molti anni presentavano situazioni di criticità strutturale mai adeguatamente affrontate, tecnici e operai si sono trovati di fronte a un’incredibile sorpresa: hanno infatti rinvenuto, dopo aver abbattuto un muro dove prima esisteva una porta d’accesso ai tunnel, alla presenza del custode del camposanto, resti umani abbandonati, vale a dire ossa di persone decedute approssimativamente negli anni ’60 e ’70 e quindi lì accatastati probabilmente nel decennio successivo, tutto questo in violazione delle norme di legge.
L’impresa che sta eseguendo le opere di consolidamento presso l’ala orientale del vecchio cimitero ha immediatamente informato la società di gestione Ambiente Spa e, di conseguenza, il comune. La vicenda è stata al centro di una videoconferenza stampa tenutasi questa mattina e alla quale hanno partecipato il sindaco Carlo Masci, l’assessore Mariarita Paoni Saccone, il presidente e il direttore generale di Ambiente Spa, Massimo Papa e Massimo Del Bianco.
Il presidente di ambiente, Massimo Papa, ha tenuto a sottolineare come Massimo Del Bianco ha aggiunto che “è stata fatta una prima analisi dei registri sulla base dei nominativi indicati sulle cassette. In genere i resti vengono condotti nell’ossario e solo a quel punto perdono la loro identità. In questo caso ciò evidentemente non è avvenuto”.
Il sindaco ha chiarito che le opere di consolidamento e messa in sicurezza del cimitero di Colle Madonna continueranno per affrontare una condizione ereditata dall’attuale governo cittadino e che ha reso necessaria un’azione tempestiva.
Il progetto è relativo a interventi nella porzione orientale del cimitero, dove vi è la presenza di manufatti, in muratura e cemento armato, che si presentano in precarie condizioni statiche. Si tratta di criticità determinate soprattutto da sfaldamenti che si sono ulteriormente evidenziati a seguito delle intense precipitazioni verificatesi nel periodo invernale negli anni 2015-2017-2019. Effetti che sono immediatamente percepibili alla vista attraverso cedimenti, fessure e sgretolamenti che hanno reso necessaria un’azione da parte del settore Lavori Pubblici del Comune, anche a seguito dell’esecuzione di una necessaria indagine geognostica.






