Avezzano. Una Ferrari Purosangue da circa 450mila euro, un’Audi RS6, sei orologi di pregio tra cui due Rolex e un Audemars Piguet, gioielli Bulgari e oltre 32mila euro in contanti. Tornano nella disponibilità dell’imprenditore avezzanese Massimo Pacilli i beni sequestrati nell’ambito dell’operazione “Red Gold”, la maxi inchiesta della Guardia di Finanza sul settore dei prodotti petroliferi.
La Terza sezione penale della Corte di Cassazione, con provvedimento immediatamente esecutivo del 24 settembre, ha accolto il ricorso della difesa e annullato senza rinvio sia l’ordinanza del Tribunale del Riesame dell’Aquila del 21 maggio sia quella di convalida del sequestro preventivo emessa dal gip di Avezzano il 4 maggio.
Via dunque i sigilli da un patrimonio di grande valore: oltre alla Ferrari Purosangue e all’Audi RS6 vengono restituiti 32.595 euro in contanti, un Breguet 2349, un Tommaso Buti, un Audemars Piguet, un Baume et Mercier e due Rolex, oltre a un anello Bulgari e tre collane della stessa maison. Secondo quanto comunicato dai difensori, nessun bene dell’imprenditore o dei suoi familiari rimane sottoposto a vincolo.
È il nuovo capitolo dell’operazione che il 9 aprile aveva portato circa 50 finanzieri a eseguire perquisizioni tra le province dell’Aquila, Pescara, Milano e Roma, con l’impiego anche dello Scico – Servizio Centrale di Investigazione Criminalità Organizzata – e dei “cash dog”, i cani addestrati alla ricerca di denaro contante.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Avezzano, aveva coinvolto complessivamente 15 indagati. Secondo l’ipotesi investigativa, al centro degli accertamenti ci sarebbe stato un presunto sistema illecito nel commercio dei prodotti petroliferi, con gasolio da riscaldamento sottratto durante le consegne attraverso la presunta manomissione dei contalitri e successivamente immesso in un circuito parallelo.
Le ipotesi di reato indicate dalla Finanza comprendevano, a vario titolo, associazione per delinquere finalizzata a reati sulle accise, frode nelle pubbliche forniture, ricettazione, omessa dichiarazione e autoriciclaggio. Nel blitz erano state sequestrate anche Ferrari Roma, Ferrari Purosangue, Porsche Macan e Audi RS6, per un valore complessivo stimato dalla Finanza in circa un milione di euro.
Ora la Cassazione interviene sui sequestri riguardanti Pacilli. A rendere nota la decisione sono stati i difensori, gli avvocati Pasquale Milo e Massimiliano Zitti.
Il provvedimento riguarda il vincolo sui beni e non costituisce una decisione sulla responsabilità penale nell’inchiesta, che prosegue. Sul fronte patrimoniale, però, l’effetto è immediato: Ferrari, Audi, orologi, gioielli e contanti vengono restituiti.



