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“Qui in Nepal si è a rischio sempre”: l’alluvione sfiora la spedizione di Ernesto Macera Mascitelli

Redazione Abruzzolive di Redazione Abruzzolive
28 Agosto 2026
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Gioia dei Marsi. Ci sono momenti in cui la montagna smette di essere soltanto una sfida sportiva e torna a mostrare tutta la sua forza, ricordando all’uomo quanto possa essere fragile davanti alla natura.

È con questo sentimento che Ernesto Macera Mascitelli, alpinista originario di Gioia dei Marsi, sta vivendo le drammatiche ore che hanno seguito la devastante alluvione che ha colpito il nord del Nepal, nella zona al confine con il Tibet.

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“Queste notizie ti distruggono e ti lasciano riflettere sul valore della vita quando la stessa viene messa in gioco da un maledetto destino”, racconta Mascitelli, che fortunatamente sta bene e non si trova nell’area maggiormente devastata.

La catastrofe ha colpito il distretto di Rasuwa e le vallate attraversate dal sistema fluviale del Bhote Koshi e del Trishuli. Una gigantesca massa di acqua, fango, roccia e detriti ha travolto abitazioni, strade, ponti e infrastrutture, provocando un bilancio destinato ancora a essere aggiornato. Secondo gli ultimi aggiornamenti, in Nepal sono state recuperate almeno 469 vittime, mentre centinaia di persone risultano ancora disperse. Le operazioni di soccorso sono rese ancora più difficili dalla distruzione della rete stradale e dal rischio di nuove piene.

Le prime ricostruzioni scientifiche indicano in un collasso glaciale, accompagnato da una massa di ghiaccio e roccia, la possibile origine della violentissima piena. Il fenomeno ha interessato un’area montuosa particolarmente impervia e ha lasciato dietro di sé una scia impressionante di distruzione. 

“Qui in Nepal si è a rischio sempre, non solo quando ci si trova davanti alle immense montagne”, sottolinea l’alpinista marsicano.

Mascitelli, dopo essersi trovato nelle vicinanze della zona interessata dall’emergenza, ieri si è trasferito in un villaggio distante circa 80 chilometri dal luogo del disastro. Oggi, se le condizioni meteorologiche lo consentiranno, il programma è quello di proseguire verso Kathmandu a bordo di un fuoristrada, con l’obiettivo di raggiungere la capitale nella serata di domani.

Ma la grande spedizione verso il Dhaulagiri, la “Montagna Bianca” di 8.167 metri, deve inevitabilmente fare i conti con una realtà che nessun programma di viaggio può prevedere.

L’obiettivo di Mascitelli è raggiungere Pokhara e da lì iniziare il trekking di avvicinamento al campo base del Dhaulagiri. La partenza era prevista per domenica, ma la situazione della viabilità potrebbe modificare completamente la tabella di marcia.

Le conseguenze dell’alluvione, infatti, non riguardano soltanto l’area immediatamente colpita dalla tragedia. Il sistema dei collegamenti nepalesi è stato pesantemente danneggiato: decine di chilometri di strade sono stati spazzati via o ricoperti da fango e detriti e numerosi ponti sono crollati. Le autorità stanno impiegando mezzi pesanti e stanno predisponendo anche ponti Bailey per ripristinare i collegamenti. Anche la direttrice verso Pokhara sta risentendo dell’emergenza: l’esercito nepalese è stato mobilitato per rimuovere fango, rocce e detriti dalla strada tra Dhading e Pokhara e consentire nuovamente il transito.

Per Mascitelli, dunque, la domanda adesso non è soltanto quando partire verso la montagna, ma se le condizioni permetteranno di arrivare a Pokhara in sicurezza.

In caso contrario, la scelta potrebbe essere quella di fermarsi a Kathmandu e attendere.

Una decisione perfettamente coerente con la filosofia dell’alpinista marsicano, che proprio pochi giorni fa, presentando la nuova spedizione, aveva sottolineato come la maturità di un alpinista si misuri anche nella capacità di capire quando è il momento di proseguire e quando, invece, bisogna tornare indietro.

Il Dhaulagiri, settima montagna più alta della Terra, resta dunque l’obiettivo. Ma oggi la vetta sembra quasi un pensiero lontano.

Prima viene la vita.

“Queste cose non riesci a programmarle e neppure prevenirle, bisogna solo sperare e pregare”, conclude Mascitelli.

Parole che, in queste ore drammatiche per il Nepal, assumono un significato ancora più profondo.

Ho mantenuto un taglio da cronaca locale, facendo emergere la voce diretta di Mascitelli, il legame con la Marsica e il contrasto tra la tragedia che sta vivendo il Nepal e la spedizione verso il Dhaulagiri. Ho anche aggiornato la parte sui danni alla viabilità perché è proprio questo, al momento, l’elemento che può incidere concretamente sulla sua spedizione.

Tags: abruzzo
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