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Quasi conclusi i lavori per il deposito archeologico della Città di Giulianova, realizzato negli spazi sotto piazza Belvedere

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Giulianova. In via di ultimazione i lavori di pavimentazione e adeguamento del deposito archeologico della Città di Giulianova, realizzato negli spazi sotto piazza Belvedere. Grazie alla stretta collaborazione e all’impegno della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Abruzzo e del Comune di Giulianova, con gli assessori Paolo Giorgini e Giampiero Di Candido e i settori Opere pubbliche e Musei civici, finalmente è stato creato uno spazio per custodire, anche per il futuro, nonché studiare, le testimonianze del passato romano e medievale del nostro territorio, fino a pochi mesi fa dislocate in vari magazzini, spesso in condizioni inadeguate o addirittura di difficile accesso.

Il Deposito aveva aperto eccezionalmente le porte in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio del settembre scorso per l’evento “Il Museo dietro il Museo”, quando i visitatori poterono per la prima volta rendersi conto della mole di reperti provenienti da scavi e rinvenimenti giuliesi, riuniti in un solo luogo, ancora però da ristrutturare completamente. “Il Polo Museale Civico di Giulianova si dota così di un eccezionale nuovo luogo di tutela e valorizzazione, probabilmente il primo museo comunale d’Abruzzo ad avere uno spazio di deposito archeologico fruibile e visitabile”, dichiara l’Assessore alla Cultura Paolo Giorgini.

“Gli archeologi incaricati dalla Soprintendenza, alla quale corre il mio ringraziamento per il supporto costante e la determinazione nella persona del funzionario Gilda Assenti, stanno catalogando centinaia di cassette di scavo mai riconsiderate, dagli anni ottanta agli ultimi rinvenimenti, che da oggi potranno contare su una nuova casa – dichiara Sirio Maria Pomante, direttore t.s. dei Musei civici – Il Deposito e il lavoro congiunto con la Soprintendenza, ci apre le porte verso una nuova progettualità che investa nel tempo il Museo civico archeologico “Torrione La Rocca” e l’idea della Città, sempre di più da intendersi come Museo Diffuso”.

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