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Quanto tempo prima bisogna organizzare un trasloco?

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Quando si sceglie di cambiare casa, arrivano una serie di impegni che richiedono un grande tempismo, necessario per evitare di andare in confusione. Sbrigare le faccende all’ultimo minuto può essere l’errore più grande da commettere durante un trasferimento.

È proprio per questo motivo che occorre organizzarsi per tempo (specialmente se in un altro comune o Regione), in modo tale da rendere più facile e meno traumatico il trasloco, evitando così di accumulare dello stress che potrebbe poi complicare ulteriormente il tutto. In tempi d Covid le incognite aumentano, ma il trend della campagna di vaccinazione fa ben sperare. Ma la vera domanda è: quanto tempo prima bisogna organizzare un trasloco? Vediamo di scoprire insieme la risposta a questo interrogativo, anche alla luce delle difficoltà imposte da un periodo particolare come quello che stiamo vivendo oggi.

Trasloco, le cose alle quali pensare dopo

Una volta che si effettua il trasloco, si devono affrontare una serie di circostanze alle volte anche urgenti, prima di “piantare ufficialmente le tende” in casa. Ne va ovviamente del comfort domestico e della totale abitabilità della casa, che non può mai dirsi nostra se prima non viene “vestita” come si conviene.

Qui entra dunque in gioco l’arredo, o quantomeno la necessità di dotare la casa di quelle comodità essenziali, come nel caso del letto, dei tavoli, dei divani e via discorrendo. Se invece si passa al tema dell’energia, serve capire come muoversi, e nello specifico comprendere se è necessaria la voltura o se si deve effettuare il subentro. Il consiglio è di informarsi online, ad esempio leggendo questo articolo sulla voltura luce di Wekiwi, dove si spiega quanto segue: anche se non si conosce il precedente fornitore, le tempistiche non subiscono drammatici ritardi. Anzi, si può richiedere supporto alla nuova azienda scelta per il subentro, così da avere tutti i chiarimenti del caso.

Le cose da fare prima e come prepararsi

Prima di effettuare il trasloco, come detto, entrano in gioco una serie di dinamiche da gestire con molta attenzione. Il primo suggerimento è il seguente: organizzarsi bene con i tempi, giocando d’anticipo e iniziando a programmare il trasloco almeno 2 mesi prima del trasferimento effettivo. Così si avrà tutto il tempo del mondo per sistemare non solo le cose pratiche, come gli scatoloni, ma anche i vari aspetti burocratici come il cambio di residenza e via discorrendo. Per quanto concerne gli scatoloni, si suggerisce di iniziare impacchettando le cose che non servono a breve scadenza, proseguendo così secondo un percorso fatto di priorità. Inoltre, meglio conservarli in un luogo tale da non avere impicci, ad esempio in cantina oppure affittando un box. Si consiglia poi di informarsi su quali sono le leggi in tempo di pandemia, ad esempio nel caso di un trasferimento in un’altra regione.

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