Il pubblico ministero della Corte penale internazionale ha aperto un’indagine sulla situazione in Ucraina per indagare su presunti crimini di guerra commessi dalla Russia. Lo si apprende da un comunicato della Corte.
Karim Khan, uno dei giudici istruttori della Corte, ha fatto sapere di aver ricevuto il via libera da 39 Stati, tra cui l’Italia.
“C’è una base ragionevole per ritenere che siano stati commessi sia presunti crimini di guerra, sia crimini contro l’umanità”, ha spiegato Khan. E ha aggiunto: “Ho informato la presidenza della Corte penale internazionale della mia decisione di aprire immediatamente un’indagine sulla situazione” in Ucraina, “il nostro lavoro di raccolta delle prove è iniziato”.
La Corte penale internazionale, fondata nel 2002, è un tribunale per crimini internazionali con sede all’Aia (Olanda). Non è un organo dell’Onu (e non va confusa con la Corte internazionale di giustizia delle Nazioni Unite, sempre con sede all’Aia), ma ha legami con il suo Consiglio di Sicurezza. Ha competenza sui crimini più seri che riguardano la comunità internazionale: genocidi, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e d’aggressione.
I Paesi aderenti sono 123, altri 32 (tra cui la Russia) hanno firmato il trattato di costituzione ma non l’hanno ratificato



