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Chiusura punto nascita Sulmona, Rifondazione comunista: mobilitazione dei cittadini

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Sulmona. Rifondazione comunista si schiera contro la chiusura del punto nascita e invita il sindaco Ranalli a mobilitare la cittadinanza. “La politica adottata dall’attuale governo Renzi è perfettamente in linea con le scelte operate dai governi che lo hanno preceduto, accomunati dalla logica dei tagli: tagli ai diritti essenziali, ma non ai privilegi”, ha commentato Giacomo De Fanis, Partito della Rifondazione Comunista circolo “Valle Peligna” – coordinatore provinciale Giovani Comunisti, “ciò ha causato un vero e proprio smantellamento dello stato sociale, privando i cittadini non soltanto di risorse fondamentali come quelle legate agli ospedali, ma di un vero e proprio diritto sancito dall’art. 32 della nostra Costituzione che pone la salute come fondamentale diritto dell’individuo e della collettività. Nella nostra Regione, la riduzione dei fondi a disposizione, ha causato un calo drastico delle prestazioni sanitarie offerte dagli ospedali pubblici e un aumento dei licenziamenti con conseguente riduzione del personale effettivo: molti incarichi, dal personale medico ai  primari, non si sono tradotti in nomine o sostituzioni,  aggravando ulteriormente sia la qualità del servizio che il numero delle prestazioni sanitarie erogate, con la sensibile 1300540081-6303-ospedale-sulmona_bigdiminuzione anche delle utenze, come per il reparto nascite di Sulmona,  Ortona, Atri e Penne, penalizzando la popolazione locale e circondariale. Tutto ciò ha fornito, purtroppo, la giustificazione per attuare ulteriori tagli ai fondi, in accordo con le decisioni attuate dai precedenti governi regionali nazionali e con il decreto, varato nel 2013, sulla riorganizzazione sanitaria generale finalizzata alla “ottimizzazione delle risorse”, ma che si estrinseca, di fatto, solo in tagli ai servizi sanitari e chiusure dei nosocomi minori. Occorre lavorare ad un autentico piano regionale della sanità – dove è stanziata la maggioranza dei fondi regionali – al fine di arginare gli sprechi di risorse che vanno convogliate nella giusta direzione, per garantire sia le prestazioni sanitarie che la qualità dei servizi, di cui altrimenti potrebbero usufruire solo i cittadini più abbienti presso le strutture private. La rete europea “Action for Global Health”, ha lanciato una campagna per promuovere la salute come pietra miliare dello sviluppo sostenibile, un diritto umano fondamentale e non un privilegio. Non può e non deve essere una sventura risiedere nell’Abruzzo interno, non può e non deve essere negato alla Valle Peligna ed al suo circondario di far nascere i futuri bambini a Sulmona. L’ultima parola spetta, ovviamente, al Presidente Luciano D’Alfonso che rassicura il Sindaco ed i cittadini della Valle Peligna con discorsi ampollosi, senza garantire nulla di concreto; eppure resta il dato di fatto che è la sua firma a decidere sulla chiusura del punto nascita! Il Sindaco Ranalli non si lasci incantare dalle promesse verbali del governatore e dai tatticismi politici dei sedicenti rappresentanti del territorio. Promuova da subito iniziative concrete di mobilitazione per la cittadinanza assieme agli altri comuni interessati, perché anche questa, insieme ad altre problematiche specifiche del territorio, non è una battaglia campanilistica, ma campale per i diritti inalienabili del cittadino”.

 

 

 

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