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Pronti per la prova costume? Forse no: una rassegna con i comportamenti più…scostumati dei cittadini

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Pescara. Sole rovente, mare blu, spiaggia affollata, cocktail di frutta con l’ombrellino colorato, ferie tanto agognate: queste alcune parole- chiave della bella stagione, ormai alle porte, capricci meteo a parte. Purtroppo, però, i mesi più caldi dell’anno sono anche sinonimi di condotte irritanti e sgradevoli.

Di seguito, una ben poco edificante classifica di tipici comportamenti degni del migliore “super-cafone”. Modi di fare scorretti vengono messi in atto già alla guida delle automobili. Infatti in Italia sembra sia stato abolito da un editto l’uso della freccia, indispensabile per segnalare il cambio di direzione: alle rotatorie, diffusissime in città, non si sa mai dove andrà la vettura che si incontra, generando, così, seri pericoli di tamponamenti e incidenti.

Inoltre dalle auto in corsa vengono gettati mozziconi di sigaretta ancora fumanti che vanno a colpire la vettura seguente e che possono innescare incendi sulle erbacce, spesso, purtroppo, infestanti le strade, causa la scarsissima manutenzione dei Comuni.

Che dire, poi, delle famigerate “braccia morte” che penzolano dai finestrini e che rischiano di essere letteralmente asportate dalla folle corsa di una macchina? O delle lunghe conversazioni al cellulare e degli sms inviati dai conducenti? Delle cinture di sicurezza non allacciate? E dei bimbi posizionati sul sedile anteriore?

Una volta scesi, l’inciviltà non si arresta affatto: basta andare sul litorale per accorgersene. La riva è un’immensa discarica a cielo aperto, con stoviglie usa e getta, chewing gum, fazzoletti e cicche. Qualche numero, da brivido, sui tempi di smaltimento dei rifiuti: 5000 anni per una bottiglia di plastica, 500 per un sacchetto, 30 per una gomma da masticare, 10 per un filtro di sigaretta. E’ davvero questo lo scenario apocalittico che vogliamo consegnare ai nostri eredi, in primis alla paladina della causa ambientale, la svedese Greta Thunberg?

Altro atteggiamento poco consono al vivere in società è costituito dalla pessima abitudine di parlare ad alta voce, caratteristica sia degli italiani che degli stranieri, con la sottile differenza che di questi ultimi non si capisce una parola. Sono da annoverare in questo elenco kitsch anche coloro che si abbandonano in pubblico ad inopportune effusioni hot. Se lo dovrebbero ricordare quelle persone (per la cronaca, troppe, negli ultimi anni) che si rendono protagoniste di atti tipici dell’intimità in spazi aperti, vicino agli “occhi indiscreti” di minori e adulti. Che fine ha fatto l’educazione? E il comune senso del pudore? Latitante o estinto? Noi lo stiamo ancora cercando.

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