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Progetto “South Beach” sulla costa adriatica: il coordinamento per la tutela delle vie verdi d’Abruzzo getta l’allarme

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Vasto. Quando la morte da covid non basta ad intaccare il benessere degli essere umani, ecco che altri esseri umani preferiscono privarsi di un pezzo di tesoro verde del proprio presente, in un momento di assoluto rilievo per la salvaguardia dell’ ambiente. Il coordinamento Tu.Vi.Va. di Vasto getta l’allarme di un progetto al confine tra Molise e Abruzzo, in cui sono previsti 5 milioni di mc di edifici sulla costa adriatica, rischiando così la più grande cementificazione dagli anni ’70 ad oggi.

 

Il coordinamento per la tutela delle vie verdi d’Abruzzo afferma: “Vergognosa la delibera della Regione Molise favorevole, si tratterebbe di uno scempio epocale su un sito di interesse Comunitario”, in cui è prevista la progettazione e realizzazione di grattacieli da 25 piani.  Il piano di costruzione nello specifico: “Sarebbe una colata di cemento epocale, per giunta in un sito di interesse comunitario per flora e fauna. Ben 5 milioni di mc di cemento andrebbero a coprire un’area vergine e bellissima di ben 160 ettari lungo la costa molisana nel comune di Montenero di Bisaccia. La delibera della regione Molise che esprime plauso all’iniziativa è un atto allucinante, parlando addirittura di sostenibilità per grattacieli alti 25 piani alla foce del fiume Trigno che segna il confine con l’Abruzzo. Ovviamente il progetto deve essere rigettato in toto e immediatamente”, così il coordinamento il coordinamento per la Tutela delle Vie Verdi d’Abruzzo, che riunisce oltre 70 realtà abruzzesi tra associazioni, comitati, operatori economici del turismo assieme i singoli cittadini, commenta il progetto “South Beach” depositato al comune molisano di Montenero di Bisaccia .

 

Una questione politica e sociale di immensa rilevanza, dove la salute di ogni cittadino  – oltre che di ogni essere vivente – non può essere sottovalutata, sia per eventuali danni verso l’uomo, sia per quelli possibili verso l’ecosistema della Regione Abruzzo, cuore verde d’Italia: “Si tratta del peggiore assalto alla costa Adriatica degli ultimi 50 anni, alla faccia delle continue chiacchiere sul consumo di suolo zero. Una follia consumare decine di ettari di patrimonio ambientale con effetti gravissimi per il paesaggio per decine di chilometri. Dal belvedere di Palazzo d’Avalos di Vasto la vista si aprirebbe su enormi cubi di cemento visibili da tutta la costa. È desolante che gli enti non abbiano rispedito immediatamente al mittente una proposta irricevibile, che incide appunto su un sito protetto a livello internazionale che questi enti sono chiamati a tutelare per tutti i cittadini europei, certo non a distruggerlo.

 

Il comunicato – inoltre –  sottolinea come molti comuni abbiano già manifestato il parere contrario alla nuova cementificazione della riviera: “Ormai sono diversi i comuni che rivendicano apertamente di dire no a nuovo cemento sulla costa; si pensi a San Vito Chietino dove l’amministrazione sta facendo di tutto per cancellare il resort previsto in una zona di assoluto pregio paesaggistico. Lì dovrebbe passare la pista ciclabile Adriatica, elemento di sviluppo durevole connesso a un turismo realmente rispettoso dei valori naturali. Un intervento, South Beach, che va contro le attuali domande turistiche che privilegia piccole strutture ricettive locali (piccoli alberghi, b&b, agriturismi, case vacanze) e diffuse nei territori senza consumo di suolo e con riscontri economici diffusi e non solo per pochi. Se l’iter dovesse proseguire daremo battaglia in tutte le sedi assieme alle associazioni molisane. Non si provi, poi, a puntare a ottenere 1-2 milioni di mc partendo da 5 milioni . Lì l’unica alternativa è zero cemento e proteggere la natura”.

 

Infine – nota di primaria importanza  inerente alla zona da edificare in questione – è che si tratta di:  “Un’area costiera  a fortissimo rischio erosione anche a causa dell’innalzamento del mare causato dai cambiamenti climatici. In realtà sarebbe uno scandalo nazionale e internazionale che interesserebbe le autorità europee”, ha concluso il coordinamento Tu.Vi.Va.

 

 

 

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