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Prodotti contraffatti e pericolosi, merce sequestrata e cinque persone denunciate

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Pescara. I militari della Guardia di Finanza di Pescara, nell’ambito delle attività a contrasto della contraffazione e a salvaguardia della sicurezza e della salute del consumatore, intensificate con l’approssimarsi delle festività natalizie, hanno sequestrato 663.000 fra prodotti elettrici, accessori e giocattoli contraffatti e/o privi dei requisiti di legge previsti sulla sicurezza. IMG_5197 L’operazione ha avuto avvio con il sequestro di alcune migliaia di giocattoli ed articoli da regalo contraffatti e privi dei requisiti sulla sicurezza presso un negozio di Pescara, gestito da cittadini cinesi. Le successive indagini, coordinate dalla locale Procura della Repubblica e sviluppate dai finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Pescara, hanno consentito di ricostruire l’intera filiera distributiva dei prodotti illegali, che erano stati commercializzati anche in altre zone d’Italia. A seguito di sei interventi, conclusi nei giorni scorsi, presso i fornitori e gli importatori della merce, in particolare operanti nell’hinterland partenopeo e capitolino, le Fiamme Gialle pescaresi hanno sequestrato ingenti quantità di prodotti recanti segni distintivi contraffatti di noti brand internazionali, quali COCA COLA, USB, WINKS, SAMSUNG, BLUETOOTHDSC03559 e IPAD, nonché prodotti privi dei requisiti minimi di legge per quanto concerne la sicurezza sulla salute dei consumatori (giocattoli, piccoli elettrodomestici, luminarie natalizie, e pile elettriche) pronti per la vendita al dettaglio e destinati a finire anche tra le mani dei bambini. In alcuni casi gli operatori commerciali controllati non sono stati in grado neanche di esibire minimale documentazione attestante la provenienza della merce. I negozianti, commercianti all’ingrosso e importatori, complessivamente 6 dei quali 1 di nazionalità italiana e 5 di nazionalità cinese, responsabili a vario titolo dell’immissione sul mercato dei prodotti sequestrati, sono stati denunciati all’Autorità Giudiziaria. Dovranno rispondere dei reati di “introduzione nello Stato e commercio di prodotti con segni falsi”, “frode nell’esercizio del commercio”, “ricettazione”, nonché di numerose violazioni al Codice del Consumo.

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