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Processo “Marina bis”, parte imputati condannata per omicidio colposo di Paolo Sorgente

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Chieti. Dopo tre anni di battaglie processuali, nel tardo pomeriggio di ieri si è concluso il processo di appello c.d. “Marina bis”, che ha visto imputati Guido Venturoni, Agostino Di Donna, Angelo Mariani, Sergio Natalicchio, Mario Di Martino e Umberto Guarnieri, accusati tutti di omicidio colposo per la morte di 11 appartenenti alla Marina Militare che, durante il servizio, hanno respirato amianto nelle unità navali.

La III Sezione della Corte di Appello di Venezia, presieduta dalla Dott.ssa Patrizia Vincenzina Montuori, ha riformato parzialmente la sentenza di assoluzione pronunciata dal Tribunale di Padova e ha riconosciuto la penale responsabilità in merito alla morte delle vittime dell’amianto in Marina. È stata emessa la condanna per il reato previsto di omicidio colposo anche in danno del chietino Francesco Paolo Sorgente, i cui eredi sono stati rappresentati e difesi dall’Avv. Ezio Bonanni, Presidente Osservatorio Nazionale Amianto.

Sorgente era stato capitano di Vascello del Genio Navale in servizio nella Marina Militare dal 12 marzo 1968 fino al 30 gennaio 2000, e nello svolgimento delle sue funzioni è stato professionalmente esposto a polveri e fibre di amianto che hanno determinato l’insorgenza di un mesotelioma pleurico che, dopo enormi sofferenze, ne ha provocato la morte nel gennaio 2009.

Di seguito le condanne erogate: Agostino di Donna è stato condannato alla pena di 2 anni di reclusione, Angelo Mariani alla pena di 1 anno e 6 mesi, Guido Venturoni a 1 anno e 6 mesi, Sergio Natalicchio a 1 anno di reclusione. Tutti, in solido al responsabile civile Ministero della Difesa, sono stato condannati al risarcimento dei danni a favore delle parti civili costituite, e al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva pari a €50.000,00 ad erede.

Decisiva, in questo processo, la super perizia disposta dalla stessa Corte di Appello, su richiesta delle parti civili, che ha confermato e ribadito la sussistenza di un rapporto causale tra l’esposizione patita da ogni singolo lavoratore e l’insorgenza della relativa malattia, nonché l’altissima concentrazione di polveri e fibre di amianto inalate dai Marinai.

Grandissima la soddisfazione di Bonanni, che ha dichiarato: “Giustizia è fatta per la famiglia Sorgente e la Marina affonda sull’amianto! Continueremo a sollecitare le bonifiche, la messa in sicurezza delle nostre unità navali, la tutela giuridica, anche con risarcimenti, senza la necessità, speriamo, di dover sempre ricorrere all’Autorità giudiziaria”.

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