L’Aquila. Con l’apertura della 78ª edizione del Prix Italia Rai, L’Aquila diventa punto d’incontro internazionale per radio, televisione e linguaggi digitali provenienti da tutto il mondo. Al centro dell’edizione 2026 c’è il tema “Play Human”, un invito a riportare la persona, la creatività e l’esperienza umana al centro di un presente sempre più segnato dall’innovazione tecnologica.
È in questo scenario che CIA Abruzzo, insieme alle articolazioni territoriali CIA Chieti-Pescara e CIA L’Aquila-Teramo, cura il comparto food & beverage del Festival, trasformando i momenti di accoglienza e convivialità in un vero e proprio viaggio attraverso l’Abruzzo. Dalla costa alle colline, fino alle aree interne e montane, prodotti, ricette e sapori diventano strumenti per raccontare una regione attraverso chi ogni giorno la coltiva, la custodisce e la rende viva.
In un tempo in cui immagini, informazioni e contenuti scorrono a una velocità senza precedenti, cresce il bisogno di esperienze autentiche, capaci di ricondurre alle persone, ai luoghi e alle loro storie. Il mondo agricolo custodisce da sempre questa dimensione. Dietro ogni prodotto c’è una persona che si confronta con le stagioni, il clima, la terra e il tempo. Ci sono competenze tramandate e innovazioni, scelte quotidiane, rischi e capacità di adattamento. È proprio qui che il tema “Play Human” incontra naturalmente l’agricoltura: nel valore irripetibile dell’esperienza umana.
Il filo conduttore scelto da CIA Abruzzo per la propria presenza al Prix Italia Rai parte da un legame antico e suggestivo: quello tra humus e human, tra la terra e l’essere umano. Se il Prix Italia Rai riflette quest’anno su un nuovo umanesimo, nel quale l’innovazione può amplificare la creatività senza sostituire il valore delle persone, l’agricoltura ne rappresenta una testimonianza concreta. Anche nei campi la tecnologia trova il suo significato più profondo quando rimane uno strumento nelle mani dell’uomo: migliora il lavoro, aumenta la conoscenza, aiuta ad affrontare nuove sfide, ma sono esperienza, competenza e rapporto con il territorio a dare identità al risultato finale. Allo stesso modo, le eccellenze agroalimentari abruzzesi diventano cultura quando riescono a raccontare non soltanto un sapore, ma il paesaggio, il lavoro e le comunità che le hanno generate.
Durante le cinque giornate del Festival, CIA Abruzzo porterà questa narrazione direttamente a tavola. I momenti di convivialità offriranno alla platea internazionale del Prix Italia Rai un’esperienza dell’Abruzzo costruita attraverso produzioni, ricette e materie prime provenienti dai diversi territori regionali. Il coinvolgimento delle aziende agricole e delle articolazioni territoriali della Confederazione consentirà così di dare un volto e una storia a ciò che viene servito.
«Portare l’agricoltura abruzzese al Prix Italia Rai – sottolinea CIA Abruzzo – significa raccontare la nostra regione partendo dalle persone che ogni giorno se ne prendono cura. Dietro un prodotto non c’è soltanto una materia prima: ci sono una famiglia, un territorio, competenze, tradizioni e capacità di innovare. In un Festival che quest’anno invita a riscoprire il valore dell’essere umano, vogliamo ricordare che uno dei legami più antichi e contemporanei dell’uomo resta quello con la terra».
Al Prix Italia Rai, dedicato ai linguaggi e alle sfide del futuro, CIA Abruzzo porta dunque un messaggio semplice: il racconto di un territorio comincia dalle persone e dalla terra che scelgono ogni giorno di custodire.



