La Ghiandaia marina (Coracias garrulus), uccello appartenente all’ordine dei Coraciformi tipico delle regioni tropicali di Africa e Asia, ha finalmente occupato per la prima volta i nidi artificiali installati in Abruzzo. A dispetto del nome comune, non si tratta di un corvide e non ha legami con il mare, sebbene ne ricordi il colore azzurro acceso del piumaggio. Specie elusiva e poco nota, in Abruzzo conta una popolazione ridotta a circa una cinquantina di esemplari e la sua presenza è accertata esclusivamente nel teatino, in zone agricole poco abitate.
Tra la fine del Novecento e i primi anni 2000 si è verificato un calo numerico consistente, spingendo i ventotto stati dell’Unione Europea a inserire l’animale nell’Appendice I della Convenzione sulle specie migratrici tra il 2008 e il 2014 per predisporre un piano di protezione. Sebbene il declino della popolazione riproduttiva europea sia ancora in corso, in Italia si registra un incremento grazie al progetto “Coracias Italia”, avviato nel 2011 e a cui ha aderito la Stazione Ornitologica Abruzzese.
Le cause principali della contrazione della specie sono la trasformazione degli ambienti di nidificazione e l’agricoltura intensiva legata all’uso di fitofarmaci, mentre l’agricoltura tradizionale e biologica la favoriscono. Pur nutrendosi anche di rettili, piccoli anfibi, mammiferi e altri uccelli, la sua alimentazione si basa su coleotteri, imenotteri e ortotteri, rendendola utile per contrastare gli insetti nocivi alle colture.
Le coppie giungono nella regione a maggio e si fermano fino a inizio agosto per la riproduzione, che avviene solitamente all’interno di alberi secolari, ruderi o case abbandonate. Data la scarsità di cavità naturali, la Stazione Ornitologica Abruzzese, in collaborazione con la società TUA-Ferrovia Sangritana e senza l’ausilio di contributi pubblici o privati, ha installato dieci cassette-nido su fabbricati dismessi e tralicci in aree idonee.
A distanza di due anni dai posizionamenti, l’esperto Marco Liberatore ha accertato l’occupazione di due cassette-nido ben nascoste da parte di altrettante coppie di Ghiandaia marina. Un terzo nido è stato invece scelto da una coppia di assiolo, un piccolo rapace notturno migratore. L’iniziativa dimostra come anche piccoli interventi mirati possano dare un contributo concreto alla salvaguardia della biodiversità regionale.



