L’Aquila. Si è tenuta presso l’Auditorium della Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza dell’Aquila la cerimonia di consegna del XXXIV Premio nazionale “Paolo Borsellino”. Un appuntamento di altissimo valore civile ed educativo che dal 2023 ha trovato nella città capoluogo abruzzese la sua cornice d’elezione, grazie all’iniziativa dell’ideatore e organizzatore Leo Nodari.
A margine dell’evento, il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, ha voluto sottolineare l’importanza dell’iniziativa e il profondo legame che unisce il tema della legalità alla storia recente del capoluogo abruzzese.
«Il Premio rappresenta un momento fondamentale, soprattutto per le giovani generazioni, alle quali abbiamo il dovere di trasmettere i principi della legalità, della giustizia e del rispetto delle istituzioni», ha dichiarato Biondi, esprimendo gratitudine a Leo Nodari e alla sua squadra per la scelta di confermare L’Aquila come sede del premio.
Ripensando al movimento d’opinione nato all’indomani dei drammatici attentati del 1992, il primo cittadino ha evidenziato la forza propulsiva dei ragazzi: «Le manifestazioni di protesta nate dopo le stragi dimostrarono quanto le nuove generazioni possano essere decisive nel contrasto alla mafia e nella difesa dei valori democratici. La memoria di Paolo Borsellino e di chi ha sacrificato la vita per il bene comune non appartiene solo alla storia, ma interpella direttamente il nostro presente e il nostro futuro».
Per la comunità aquilana, la lotta alla criminalità organizzata assume un significato tangibile e concreto, legato a doppio filo alla ricostruzione successiva al terremoto del 2009.
«Durante questo lungo e complesso percorso – ha ricordato il sindaco – abbiamo lavorato costantemente per garantire che le risorse destinate ai cittadini e ai territori fossero protette da qualsiasi tentativo di infiltrazione mafiosa. È stato un impegno corale delle istituzioni e dello Stato, ma anche un atto di doverosa responsabilità nei confronti di una comunità che aveva già pagato un prezzo altissimo».
In conclusione, Biondi ha tracciato un parallelo tra il rispetto delle regole e la promozione culturale, elemento centrale dell’identità cittadina in vista del suo ruolo di Capitale italiana della Cultura.
«C’è un legame profondo tra legalità e cultura: la cultura educa alla bellezza, al rispetto e alla consapevolezza. La ricostruzione dell’Aquila è stata anche un percorso per restituire qualità della vita alla nostra comunità. In questo senso, il titolo di Capitale della Cultura rafforza un messaggio cruciale: investire nella cultura significa promuovere una società più consapevole, libera e capace di respingere ogni forma di illegalità. È un principio da mettere in pratica ogni giorno, non solo una parola da pronunciarsi nelle cerimonie».



