Teramo, 23 settembre 2026 – In occasione della Notte Europea dei Ricercatori, l’Università degli Studi di Teramo organizza per la prima volta in centro storico la cerimonia pubblica di consegna delle pergamene ai Dottori di ricerca dell’Ateneo. L’evento “Dove la ricerca diventa comunità” si terrà venerdì 25 settembre 2026 alle ore 18.00 in Largo Melatino e saranno oltre 100 le dottoresse e i dottori di ricerca protagonisti della cerimonia, appartenenti ai cicli XXXV, XXXVI, XXXVII e XXXVIII dei 7 Corsi di Dottorato dell’Ateneo che riceveranno la pergamena a suggello del loro percorso dottorale. L’evento vedrà anche il conferimento dei Premi della prima edizione dei Phd Alumni Research Awards che andranno ai 7 ricercatori che si sono distinti per qualità scientifica, innovazione e impatto della propria attività professionale e di ricerca.
Il solenne Corteo Accademico, alla presenza delle Autorità accademiche e del Magnifico Rettore Prof. Christian Corsi, muoverà da piazza Martiri e attraverserà Corso Cerulli per arrivare in Largo Melatino.
L’evento intende testimoniare l’impegno dell’Ateneo nel sostenere la formazione dottorale e la crescita di una nuova generazione di ricercatori. Sono 12 i milioni investiti dall’Università degli Studi di Teramo in ricerca e innovazione, 220 i dottorandi nei 7 Corsi dell’Ateneo. Il 13% dei dottorandi sono stranieri, di questi il 67% proviene da Paesi extra UE e il 33% dall’UE. L’11% dei dottorati sono stati finanziati con borse industriali; sono oltre 60 i partner industriali e il 34% dei dottorati hanno intrapreso percorsi di mobilità internazionale.
«Tenere la cerimonia nel cuore del centro storico – ha commentato il Magnifico Rettore Christian Corsi – è il segno tangibile del legame profondo tra l’Università e la Città di Teramo. In questa occasione, vogliamo ribadire il valore della ricerca come bene comune, in grado di produrre valore scientifico, civile e sociale, a beneficio della collettività. La libertà di ricerca, che l’università pubblica custodisce, comporta la responsabilità di creare le condizioni affinché nuovi talenti possano formarsi ed esprimersi. Per questo l’Ateneo ha investito nella Scuola di Dottorato, un vivaio di talenti in grado di attrarre giovani da tutta Italia e dall’estero. L’apertura internazionale e il radicamento locale sono due vocazioni che continuiamo a coltivare, per rendere il nostro Ateneo e la nostra città luoghi aperti e capaci di costruire futuro».



