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Pizzoferrato, condannato il sindaco accusato di concussione ma annuncia appello

Per il sindaco anche interdizione perpetua dai pubblici uffici

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Foto: Maiella Walking

Lanciano. Con le accuse di concussione consumata e tentata, in merito alla ristrutturazione della casa anziani “Villa Arzilla”, il gup di Lanciano (Chieti) Giovanni Nappi ha condannato oggi, con il rito
abbreviato, il sindaco di Pizzoferrato (Chieti) Palmerino Fagnilli e il suo vice all’epoca dei fatti, nel 2017, Adolfo Emiliano Di Sciullo, difesi dall’avvocato Augusto La Morgia.

Per entrambi la pena è di due anni e dieci mesi di reclusione e interdizione perpetua dai pubblici uffici che dovrebbe avere ora come conseguenza le dimissioni degli amministratori. La sentenza è immediatamente esecutiva. Il pm Francesco Carusi aveva chiesto, in realtà, 3 anni e 6 mesi di pena. Ampiamente assolti, invece, gli altri due imputati; il direttore dei lavori Vincenzo Bucci e il geometra comunale Domenico Calabrese, entrambi difesi dall’avvocato Massimo Biscardi. La sentenza ha, inoltre, condannato il sindaco Fagnilli, al suo quarto mandato alla guida del paese abruzzese di circa mille abitanti, e il vice dell’epoca a una provvisionale risarcitoria di 10 mila euro a favore dell’imprenditore Stefano Pecorella, gestore di “Villa Arzilla” e amministratore della Cosel srl, patrocinato dagli avvocati Aldo e Gaetana Di Ianni.

I reati di concussione consumata e tentata sono relativi alla richieste fatte all’imprenditore dell’assunzione di una nipote del sindaco Fagnilli, per il vice Di Sciullo la circostanza di aver chiesto per sé la carica di direttore di “Villa Arzilla” e per entrambi l’assunzione di altre sei persone a loro vicine. Il sindaco Fagnilli ha sempre respinto le accuse e ha già dichiarato di procedere con il ricorso in Appello.

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