l’Aquila. “L’incremento di 3,4 miliardi di euro del Fondo sanitario nazionale previsto dalla Legge di Bilancio 2027, insieme alle misure di sostegno per le fasce più fragili della popolazione, conferma l’attenzione del governo Meloni nei confronti della sanità pubblica. Accanto all’aumento delle risorse, però, è fondamentale affrontare una questione decisiva per il futuro del Servizio sanitario nazionale: garantire una distribuzione dei finanziamenti più equa, capace di tenere conto delle reali esigenze dei territori”. Lo dichiara Massimo Verrecchia, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale d’Abruzzo, che sottolinea l’importanza della battaglia istituzionale portata avanti dal presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, nel confronto con le altre Regioni e con il governo nazionale per rivedere i criteri di riparto del Fondo sanitario nazionale.
“Il criterio della quota capitaria, basato sul numero dei residenti e opportunamente corretto per altri fattori di bisogno sanitario, non può essere l’unico elemento di riferimento. Occorre valorizzare – sottolinea Verrecchia- anche il criterio territoriale, perché garantire il diritto alla salute in un territorio montano, caratterizzato da aree interne, piccoli comuni e distanze significative dai presidi ospedalieri, comporta costi organizzativi e assistenziali differenti rispetto a quelli delle aree più densamente popolate. L’Abruzzo conosce bene queste difficoltà. Assicurare servizi sanitari accessibili a tutti, anche nelle comunità più periferiche, significa sostenere una rete di assistenza che deve fare i conti con la conformazione geografica della nostra regione, con la dispersione della popolazione e con la necessità di garantire servizi essenziali anche dove la domanda, in termini puramente numerici, è più limitata. Per questo – prosegue – la posizione sostenuta dal presidente Marsilio nel confronto nazionale è particolarmente importante. Non si tratta di chiedere privilegi per l’Abruzzo ma di affermare un principio di equità: le risorse devono essere distribuite tenendo conto non soltanto di quanti cittadini risiedono in una regione ma anche delle condizioni concrete nelle quali il servizio sanitario deve essere garantito. Il diritto alla salute deve essere assicurato a tutti, indipendentemente dal comune di residenza. L’aumento del Fondo sanitario nazionale a 146,3 miliardi di euro nel 2027, così come annunciato dal Governo, rappresenta un dato rilevante. Altrettanto importanti – evidenzia- sono gli interventi previsti per il personale dei Pronto soccorso, per l’aggiornamento delle tariffe ospedaliere e per il sostegno agli anziani. Adesso è necessario che, nella definizione dei criteri di riparto, si tenga conto delle specificità territoriali, affinché l’incremento delle risorse possa tradursi in risposte concrete per i cittadini e in maggiori possibilità di garantire servizi adeguati anche nelle aree interne. La sanità – conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia – non può essere valutata soltanto attraverso i numeri ma deve essere misurata sulla capacità di rispondere ai bisogni delle persone. La battaglia del presidente Marsilio va esattamente in questa direzione: riconoscere le differenze territoriali, superare penalizzazioni legate ai criteri di ripartizione e costruire condizioni più eque per tutte le Regioni, nell’interesse dei cittadini e della tenuta del Servizio sanitario nazionale”.



