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Pittrice uccisa, il figlio Giuseppe scaricò la sentenza sul caso di Roberta Ragusa

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Giulianova. Prima che venisse ritrovato il corpo della madre Renata Rapposelli, il figlio Simone Santoleri, oggi arrestato a Giulianova Lido (Teramo) con il padre Giuseppe per l’omicidio della donna e per la soppressione del cadavere, scaricò su internet la sentenza della Cassazione sul caso di Roberta Ragusa, la 44enne di San Giuliano Terme (Pisa) scomparsa da casa tra il 13 e il 14 gennaio 2012: il marito della Ragusa Antonio Logli è stato condannato in primo grado a 20 anni di carcere per averla uccisa e averne distrutto il cadavere. Il corpo della 44enne non è stato ritrovato. La Cassazione però aveva annullato il proscioglimento di Logli che poi è stato ritenuto colpevole e dovrà affrontare il processo d’appello il 18 marzo prossimo.

Il caso potrebbe avere analogie con quello della pittrice, secondo l’accusa uccisa il 9 ottobre a Giulianova, il cui cadavere era stato rinvenuto il 12 novembre sulla riva del fiume Chienti a Tolentino (Macerata). ‘Chienti’ è un’altra parola che salta fuori da una delle ricerche compiute sul web da Simone Santoleri in quel periodo. Nel corso di una conferenza stampa, oggi la Procuratrice reggente di Ancona Irene Bilotta ha ipotizzato che padre e figlio abbiano cercato di gettare il corpo in acqua senza riuscirci per la particolare morfologia dell’argine: il cadavere, avvolto nel cellophane e coperto da cartoni, sarebbe stato trasportato lì con la Fiat Seicento di Giuseppe Santoleri inquadrata da telecamere verso le 11,15 del 12 ottobre: in una rotatoria a Porto Sant’Elpidio (Fermo) – si vede la targa – e poi a Morrovalle (Macerata) sulla Statale per Tolentino.

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