Trasacco. Ci sono immagini che il tempo non riesce a sbiadire. Un sorriso, uno sguardo, un modo di stare al mondo. Sono quelle immagini di Pietro Taricone che riemergono oggi dal cuore del Mustang, la remota regione del Nepal protagonista del nuovo documentario diretto da Kasia Smutniak, Mustang, in arrivo prossimamente al cinema per Fandango.
Ma quelle immagini raccontano anche una storia che appartiene profondamente all’Italia e, in particolare, a Trasacco, il paese che ha sempre custodito con affetto il ricordo di Pietro. Proprio nei giorni scorsi è ricorso l’anniversario della sua morte: il 29 giugno 2010, a soli 35 anni, l’attore e personaggio televisivo amatissimo dal pubblico perdeva la vita in seguito a un incidente durante un lancio con il paracadute.
A distanza di anni, il suo ricordo continua a vivere attraverso le persone che lo hanno conosciuto e attraverso quei luoghi ai quali è rimasto legato. Trasacco ha rappresentato per Pietro una parte importante della sua identità: un territorio che lo ha accolto e che ancora oggi ne celebra la spontaneità, la generosità e quel carattere autentico che lo aveva reso così popolare.
Mustang riporta sullo schermo un Pietro Taricone del 2003, quando insieme a Kasia Smutniak partì alla scoperta di una terra lontana, con uno zaino in spalla e una piccola telecamera. Era un viaggio nato dalla curiosità e dal desiderio di conoscere una cultura diversa, ma diventato presto qualcosa di molto più profondo.
In quella regione sospesa nel tempo, dove allora mancavano persino le strade, Kasia e Pietro fecero una promessa: tornare un giorno per aiutare quella comunità e contribuire a proteggere una cultura fragile e preziosa.
La vita, però, ha preso una direzione diversa. La scomparsa improvvisa di Pietro ha interrotto quel progetto condiviso, ma non ha cancellato quella promessa.
Il documentario nasce proprio da questo filo invisibile che attraversa il tempo. Sophie, la figlia di Kasia e Pietro, ritrova le immagini di quel primo viaggio e quelle dei successivi ritorni in Nepal fatti dalla madre insieme a lei quando era bambina.
Attraverso la sua voce, Mustang diventa il racconto di una famiglia, ma anche di un impegno mantenuto. L’incontro con Kunzom, una donna speciale del luogo, permette infatti di trasformare quel sogno in realtà: nasce una scuola per i bambini del Mustang, un luogo che offre loro la possibilità di continuare gli studi senza dover abbandonare le proprie famiglie.
Pietro Taricone è rimasto nell’immaginario collettivo come il primo grande protagonista del Grande Fratello, ma la sua storia non si è fermata alla televisione. Attore, padre, viaggiatore e uomo curioso, aveva costruito negli anni un rapporto speciale con le persone e con i luoghi che incontrava.
È questo lato più autentico che il documentario di Kasia Smutniak restituisce: non solo il personaggio famoso, ma l’uomo dietro quel sorriso diventato simbolo di un’intera generazione.
Dal Mustang a Trasacco, il filo conduttore è lo stesso: la memoria di chi ha lasciato un segno. Pietro continua a vivere nei racconti di chi lo ha amato, nelle immagini ritrovate e nelle opere nate da una promessa fatta tanti anni fa.
Perché alcune persone, anche quando il tempo passa, non smettono mai davvero di tornare.


