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Pescara, protesta sul porta a porta: Pettinari denuncia disagi, degrado e aumento della TARI

Marta Rosati di Marta Rosati
29 Agosto 2026
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Pescara. “Il sistema di raccolta differenziata porta a porta, esteso all’intero territorio comunale, sta creando a Pescara un disagio sempre più evidente per migliaia di cittadini, soprattutto nelle zone a maggiore densità abitativa e nei grandi complessi condominiali”. A denunciarlo sono Domenico Pettinari, presidente, e i consiglieri comunali Massimiliano Di Pillo e Giovanni D’Andrea, del movimento politico “Pettinari per l’Abruzzo”, che hanno presentato un ordine del giorno per chiedere al sindaco e alla Giunta una revisione complessiva dell’attuale modello di raccolta dei rifiuti e che questa mattina hanno tenuto una conferenza stampa sul tema. Ordine del giorno che è stato bocciato da questa maggioranza di centro destra.

“Non siamo contrari alla raccolta differenziata – spiegano Pettinari, Di Pillo e D’Andrea – ma siamo contrari a un modello organizzativo che, in molte zone della città, sta scaricando sui cittadini le conseguenze di una pianificazione evidentemente non adeguata alla conformazione urbanistica di Pescara.

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Il problema è particolarmente evidente nei quartieri caratterizzati da una forte concentrazione abitativa. In numerosi condomini, infatti, i cittadini sono costretti a esporre quotidianamente un numero considerevole di mastelli lungo i marciapiedi e sulla pubblica via. In alcune strade, soprattutto negli orari di esposizione e raccolta, i contenitori arrivano a occupare una parte significativa degli spazi destinati ai pedoni, rendendo più difficoltoso il passaggio e creando problemi soprattutto per anziani, persone con disabilità, cittadini con ridotta mobilità e genitori con passeggini”.

“È inaccettabile – sottolineano i rappresentanti di Pettinari per l’Abruzzo – che un cittadino debba fare lo slalom tra mastelli e sacchi per poter percorrere il marciapiede. La raccolta dei rifiuti deve migliorare la qualità della vita, non trasformarsi in un ostacolo alla libera fruizione degli spazi pubblici. A questo si aggiunge un altro fenomeno che, secondo il movimento, sta assumendo dimensioni preoccupanti: l’abbandono dei rifiuti e il conferimento irregolare accanto ai contenitori. In diverse aree della città vengono segnalati cumuli di rifiuti agli angoli delle strade, contenitori stracolmi, conferimenti effettuati in maniera errata, cattivi odori e la presenza sempre più frequente di gabbiani, piccioni e altri animali attratti dai rifiuti”.

“Queste immagini – affermano gli esponenti del movimento  – non possono essere considerate episodi isolati. Le fotografie e le segnalazioni che riceviamo quotidianamente raccontano una città nella quale il problema dei rifiuti è diventato un problema di decoro, vivibilità e sicurezza degli spazi pubblici. E non riguarda un solo quartiere: il disagio viene segnalato in diverse aree di Pescara, con una situazione ancora più complessa laddove la densità abitativa è elevata”. Per il gruppo di opposizione, dunque, è arrivato il momento di interrogarsi sull’effettiva compatibilità del porta a porta tradizionale con una città come Pescara, caratterizzata in numerose zone da palazzi multipiano, grandi condomini e limitati spazi pertinenziali.

“Non si può applicare lo stesso sistema indistintamente a ogni strada e a ogni quartiere. Una città moderna deve organizzare la raccolta dei rifiuti sulla base delle proprie caratteristiche urbanistiche, individuando soluzioni diverse dove quelle tradizionali non funzionano.

Tra le proposte avanzate- spiegano Pettinari, Di Pillo e D’Andrea- vi è quella di realizzare una rete capillare di mini isole ecologiche, distribuite in maniera omogenea sul territorio comunale e accessibili ai cittadini, così da ridurre drasticamente la necessità di esporre quotidianamente i mastelli sulla strada. Le mini isole ecologiche costerebbero circa 30 mila euro l’una , se l’amministrazione ritiene che sia troppo costoso estenderle a tutta la città l’alternativa è semplice e si può realizzare in ogni luogo dove prima c’erano i cassonetti stradali . Al posto dei vecchi cassonetti possono essere installati nuovi cassonetti informatizzati e differenziati accessibili con la tessera magnetica così  da consentire a tutti i cittadini di conferire in sicurezza e agevolmente senza intralciare la strada . I nuovi cassonetti stradali informatizzati costerebbero circa 3 mila euro, sicuramente una spesa sostenibile da parte di Ambiente Spa e del Comune di Pescara se si pensa che fino ad oggi hanno speso milioni di euro per ecopiazzole e isole ecologiche installate solo in alcune zone della città“.

“Pescara ha bisogno di un sistema più moderno e flessibile – proseguono i tre esponenti del movimento –. Le isole ecologiche o i cassonetti stradali devono essere numerosi, facilmente accessibili e collocati in modo da garantire un servizio equo a tutti i quartieri. Non possiamo creare cittadini di serie A e cittadini di serie B, con alcune zone dotate di soluzioni più moderne e altre lasciate a convivere quotidianamente con i problemi del porta a porta. Il movimento chiede inoltre di salvaguardare e stabilizzare le oasi ecologiche condominiali già realizzate su suolo pubblico, considerandole una soluzione concreta per i grandi complessi residenziali. Dove le oasi condominiali hanno funzionato, devono essere mantenute e, laddove possibile, implementate. Rappresentano una soluzione che consente di concentrare i contenitori in aree dedicate, liberando i marciapiedi e migliorando il decoro”.

Particolare attenzione viene posta anche sull’aspetto economico: “Nei giorni scorsi la maggioranza di centrodestra ha approvato un aumento della TARI che comporterà un aggravio complessivo di circa 1,5 milioni di euro a carico delle utenze domestiche e non domestiche. Se ai cittadini viene chiesto di pagare di più, è doveroso garantire loro un servizio all’altezza. Non è accettabile che aumentino i costi mentre, contemporaneamente, aumentano anche le segnalazioni di disservizi e degrado”.

Il gruppo chiede quindi all’Amministrazione comunale di intervenire con urgenza attraverso un piano organico che preveda: una revisione del modello di raccolta differenziata, tenendo conto delle diverse caratteristiche urbanistiche dei quartieri; la realizzazione di un numero adeguato di mini isole ecologiche, distribuite uniformemente sull’intero territorio; l’accessibilità delle isole a tutti i cittadini interessati, con orari di utilizzo ampi e la possibilità di conferire le principali frazioni dei rifiuti; la definitiva regolamentazione e salvaguardia delle oasi ecologiche condominiali già esistenti; l’implementazione di nuove oasi nelle aree in cui il porta a porta risulta oggettivamente incompatibile con la conformazione degli edifici e degli spazi pubblici e la reintroduzione di cassonetti stradali informatizzati; un servizio permanente di controllo del territorio attraverso il Gruppo Antidegrado della Polizia Locale, per contrastare abbandono dei rifiuti e comportamenti lesivi del decoro urbano; una capillare campagna di informazione e sensibilizzazione rivolta ai cittadini; una verifica periodica dei risultati ottenuti e una puntuale informativa al Consiglio comunale.

“Qui non è in discussione la necessità di differenziare i rifiuti – evidenziano Pettinari, Di Pillo e D’Andrea –. È in discussione il modo in cui questo servizio viene organizzato e il prezzo che i cittadini stanno pagando in termini economici e di qualità della vita se si pensa anche che a fronte dei continui disservizi la dirigenza di Ambiente continua a percepire lauti premi di produzione arrivando anche per un singolo soggetto a sfiorare i 150 mila euro annui con i premi. In ogni azienda privata se si riscontrano disservizi la dirigenza viene sostituita ma comunque non percepirà mai un premio di produzione a fronte di un disservizio , il Comune di Pescara preferisce invece premiare il disservizio. Facciamo presente altresì che gli operatori di Ambiente che operano su strada sono costretti con il porta a porta a carichi massacranti oltre gli standard stabiliti delle cosiddette “prese” giornaliere , a fronte di un massimale di 400 prese dei mastelli tanti di loro sono costretti a sostenere il carico di circa 800 prese e questa cosa non è più sostenibile se si pensa che sempre gli stessi operatori sono assegnati a tale mansione e che nessuna turnazione della mansione è stata prevista negli ultimi anni . La raccolta differenziata deve essere uno strumento di civiltà, non una fonte quotidiana di disagi”.

“Chiediamo all’Amministrazione- concludono- di ascoltare finalmente le segnalazioni dei pescaresi e di uscire dalla logica secondo cui un unico modello può funzionare ovunque. Pescara ha bisogno di un sistema moderno, flessibile, dignitoso e proporzionato alle caratteristiche dei suoi quartieri. I cittadini hanno diritto a strade pulite, marciapiedi liberi e un servizio efficiente, soprattutto dopo l’aumento della TARI.”

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