Pescara. Un’operazione notturna condotta dagli agenti della Polizia di Stato ha permesso di sventare un furto, intercettare un furgone rubato, recuperare la refurtiva e denunciare due persone.
Nelle prime ore di una notte recente, i servizi di perlustrazione e il costante presidio del territorio hanno consentito alla Squadra Volante di portare a termine un’efficace operazione di polizia giudiziaria. L’attenzione degli agenti è stata attirata dalla manovra repentina del conducente di un furgone, il quale ha tentato in questo modo di eludere il controllo della pattuglia. La prontezza dei poliziotti ha permesso di invertire tempestivamente la marcia, seguire il mezzo, raggiungerlo e bloccare i due occupanti prima che potessero far perdere le proprie tracce.
L’immediato ausilio di ulteriori equipaggi giunti sul posto e i rapidi accertamenti tramite le banche dati hanno consentito di verificare come l’autocarro fosse stato rubato soltanto il giorno precedente. Nel corso dei controlli e delle perquisizioni personali, gli operatori hanno inoltre rinvenuto e sottoposto a sequestro arnesi atti allo scasso in possesso di uno dei fermati. All’interno del vano di carico era altresì presente l’intera refurtiva, composta da numerosi utensili da lavoro. Sia il veicolo che il materiale sono stati prontamente riconsegnati al legittimo proprietario.
A conclusione delle attività di rito, le due persone, rispettivamente di 40 e 58 anni, sono state denunciate alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di ricettazione, furto e possesso ingiustificato di chiavi alterate o di grimaldelli. Al conducente sono state inoltre contestate le relative violazioni al Codice della Strada per guida con patente revocata. L’operazione testimonia la costante presenza sul territorio delle forze dell’ordine a tutela della legalità e della sicurezza della collettività.
Nel rispetto dei diritti delle persone indagate e della presunzione di innocenza, per quanto risulta allo stato, salvo ulteriori approfondimenti e in attesa del giudizio, si precisa che gli indagati sono da ritenersi presunti innocenti fino a un definitivo accertamento di colpevolezza.



