Pescara. “Mentre un pezzo storico dell’economia pescarese si prepara ad abbassare definitivamente la saracinesca (il MamiWata in Via delle Caserme), l’Amministrazione Masci continua imperterrita a tirare dritto, respingendo quasi tutte le osservazioni delle associazioni di categoria al Piano di risanamento acustico del centro storico e reiterando, una dopo l’altra, le famigerate ordinanze Cenerentola. Una rigidità amministrativa che rischia di trasformarsi nella condanna a morte di decine di attività commerciali”.
È durissimo il commento del capogruppo del Movimento 5 Stelle, Paolo Sola, dopo il voto di questa mattina in Consiglio Comunale.
“Eppure i dati raccontano una realtà che il Comune sembra non voler vedere. Gli ultimi monitoraggi ARPA, tanto nel centro storico quanto nella zona di Piazza Muzii, documentano una sensibile riduzione dei livelli sonori rispetto alle rilevazioni precedenti, con superamenti ormai più circoscritti nel tempo. A Piazza Muzii, in particolare, durante il monitoraggio estivo gli sforamenti si sono concentrati nei fine settimana, in concomitanza anche con grandi eventi cittadini. Circostanze che meriterebbero approfondimenti e valutazioni puntuali, non l’ennesima proroga indiscriminata delle restrizioni. Nessuno mette in discussione il diritto dei residenti al riposo – prosegue Sola – ma tutelare la salute pubblica non può significare ignorare i nuovi dati, rifiutare qualsiasi mediazione e scaricare sistematicamente sulle attività economiche il peso di ogni problema. Servirebbero misure proporzionate, controlli mirati, interventi sulle diverse sorgenti di rumore e strumenti capaci di adattarsi all’effettiva situazione delle singole aree. Invece si continua a rispondere con gli stessi divieti, come se nulla fosse cambiato».
“E oggi il prezzo di questa ostinazione – incalza Paolo Sola – lo paga l’ennesima attività commerciale: il Mami Wata. Un locale che rappresenta un pezzo della storia di Pescara Vecchia, nato dall’investimento di un’imprenditrice che ha creduto in questo quartiere fin dal 1997 e che oggi, dopo quasi trent’anni, annuncia con amarezza di essere costretta a chiudere, indicando proprio nelle ripetute restrizioni comunali una delle ragioni decisive. Una vicenda che dovrebbe far riflettere profondamente chi amministra questa città. Perché dietro ogni saracinesca che si abbassa non ci sono soltanto fatturati e bilanci, ma investimenti, posti di lavoro, famiglie e persone che hanno contribuito per decenni a rendere vivo il centro storico”.
“Non si può continuare a parlare di riqualificazione e rilancio mentre si rendono sempre più difficili le condizioni per chi in quei luoghi lavora e investe. Il sindaco Masci si assuma la responsabilità politica di queste scelte – conclude Paolo Sola – si apra un confronto vero con gli operatori, si valutino seriamente i nuovi dati ARPA e si mettano in campo soluzioni equilibrate ed elastiche. Perché quartieri senza rumore non debbano diventare quartieri senza vita”.



