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Perdonanza Celestiniana 2025: inaugurazione del Giubileo più antico della storia

Marsilio: "Un messaggio di pace verso L'Aquila Capitale della Cultura 2026"

Lorena Costantini di Lorena Costantini
24 Agosto 2025
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L’Aquila. Oltre 7mila persone, nonostante le condizioni meteorologiche, hanno vissuto l’apertura della 731esima Perdonanza Celestiniana, patrimonio culturale immateriale dell’Umanità Unesco dal 2019 e fulcro del Giubileo più antico della storia.

La cerimonia istituzionale è tornata, dopo 16 anni, nel cuore civico dell’Aquila, davanti alla sede municipale, luogo simbolo della ricostruzione e della rigenerazione urbana dopo il sisma del 2009.

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L’evento, promosso dal Comune dell’Aquila, si è aperto con l’accensione del Tripode della Pace da parte del sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi: il Fuoco del Morrone, partito dall’Eremo di Sant’Onofrio, ha raggiunto la città e ha nuovamente illuminato Piazza Palazzo, come non accadeva dal 23 agosto 2008. La pioggia ha indotto a una cerimonia ridotta.

A seguire, sul palco del Teatro del Perdono è andato in scena il concerto inaugurale “Un Canto per la Rinascita. Nel Tempo del Perdono”, ideato e diretto dal Maestro Leonardo De Amicis e scritto con Paolo Logli.

Una serata che ha intrecciato musica, parola e spiritualità, con le esibizioni di Renato Zero, Amara, Francesco Gabbani, Alex Britti, Gaetano Curreri e Vittoriana De Amicis, accompagnati dall’Orchestra del Conservatorio “Alfredo Casella” e dai cori riuniti della città. A condurre la serata Lorena Bianchetti, con la partecipazione speciale di Mara Venier, che ha interpretato testi di grande intensità, e degli attori Luca Violini e Viola Graziosi.

“Nel Tempo del Perdono”, ha affermato il direttore artistico Leonardo De Amicis, “non è soltanto l’apertura della Perdonanza: è un rito collettivo, un abbraccio che intreccia voci, suoni, silenzi e respiri. La musica, in questa notte, diventa preghiera che sale al cielo e insieme radice che affonda nella terra, ponte tra l’intimo e il popolare”.

“Collemaggio torna a essere la culla di un incontro senza confini”, ha concluso De Amicis, “dove arte e spiritualità si riconoscono come parte di un’unica lingua universale. È così che scompaiono le differenze: lavoriamo all’Aquila e per l’Aquila, custodendo un progetto che è insieme laboratorio, memoria e futuro. Una cultura condivisa, che non si possiede ma si dona, perché il perdono – come la musica – diventa di tutti solo quando si offre”.

Le voci inconfondibili di Renato Zero e Francesco Gabbani, l’intensità di Amara, l’energia di Alex Britti, l’eleganza di Gaetano Curreri e la freschezza di Vittoriana De Amicis hanno scandito le emozioni di una serata che ha unito generazioni e stili diversi. Il concerto è stato seguito con emozione da tutti i partecipanti, fino alla fine, trasformando la distesa davanti alla Basilica in un’unica, grande voce corale di partecipazione e speranza.

“Quest’edizione”, ha affermato il presidente della regione Abruzzo Marco Marsilio in un comunicato stampa, “assume un significato particolare: è l’ultima prima del 2026, quando L’Aquila sarà Capitale italiana della Cultura. La Perdonanza rappresenta quindi una tappa fondamentale di avvicinamento a quell’appuntamento, che vedrà L’Aquila protagonista sulla scena nazionale ed europea, portando con sé l’identità e la forza dell’Abruzzo intero. Un sentito ringraziamento va a tutti coloro che rendono possibile questa manifestazione: le istituzioni civili e religiose, le associazioni, i volontari, gli artisti, i figuranti, le Dame della Bolla, i Giovin Signori, le forze dell’ordine e ogni cittadino che partecipa e contribuisce a rendere viva la Perdonanza. In un tempo in cui troppe guerre insanguinano il mondo, la Perdonanza ci ricorda che il perdono non è segno di debolezza, ma di forza: la forza di chi sa superare l’odio e scegliere il dialogo al posto dello scontro. È anche questo il valore che oggi celebriamo e che vogliamo trasmettere”.

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