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Partito comunista d’Abruzzo contro la decisione di Atlas e Stellantis

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L’Aquila. La sezione regionale del Partito comunista in un comunicato stampa si lancia contro l’ultima questione sollevata da Stellantis, la multinazionale produttrice di autoveicoli nata dalla fusione di Psa e Fca. Il partito in particolare attacca la decisione fatta uscire dalla Failms riguardo la richiesta di incontro fra la Stellantis e la Atlas, la ditta appaltatrice dei servizi di pulizia in Sevel e le indiscrezioni emerse riguardo una probabile riduzione della frequenza delle pulizie, che potrebbe portare (se confermata) ad una riduzione del personale operante in azienda.

Per il Partito Comunista questa storia rappresenterebbe: “l’ennesima dimostrazione dell’attuazione della logica padronale, oramai imperante, del perseguimento della massimalizzazione dei profitti ottenuta con la riduzione dei costi. Non ci sono altre spiegazioni che possano portare a considerazioni differenti”.

“Sottolineando l’inopportunità di una tale richiesta in un momento così delicato per la salute pubblica”, continua il comunicato stampa, “visto il perdurare e riacutizzarsi periodico della pandemia da Covid-19 con tutte le conseguenze che si sono registrate in azienda, ci soffermiamo su una riflessione che questo episodio introduce e cioè che esso rappresenti una ulteriore riorganizzazione delle modalità e dei contratti di lavoro in Sevel rientrante in una manovra più ampia di riduzione dei costi, con possibili pesanti ripercussioni future”.

“Già abbiamo assistito alle prime avvisaglie di ciò nell’ottobre 2019, con l’introduzione dei 17 turni (con, cioè, l’istituzione del turno del sabato pomeriggio, riposo compensativo in settimana e contemporanea soppressione dello straordinario comandato), ma non è “bastato”. Nelle scorse settimane si palesava il passaggio, da realizzarsi il prima possibile, ai 18 turni cioè l’adozione del riposo compensativo anche sul turno di notte che lavorerà, pertanto, dalla domenica al venerdì in regime ordinario. Tutto va nella direzione della riduzione dei costi, e di certo non fatta per reperire liquidità da poter investire, in quanto di disponibilità economica Stellantis ne ha “fin troppa” avendo ottenuto tramite Fca un prestito di 6.3 miliardi di euro dal Governo italiano mentre Psa, dal canto suo, portava in dote un bilancio in pareggio”.

“Inoltre l’escamotage di far si che tecnicamente fosse Psa ad entrare in Fca, ha comportato una corposa riduzione degli oneri fiscali in quanto quest’ultima risultava indebitata”, conclude il comunicato, “tutto questo per evidenziare che qui non stiamo dissertando su categorie dell’animo quali cattiveria od opportunismo, ma stiamo criticando una logica fatta sistema e un sistema economico che giunto nella sua fase di massima espansione (che noi ancora chiamiamo imperialismo) dimostra tutta la sua voracità e la non curanza delle vite dei lavoratori”.

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