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Parco Sirente Velino, scoperte due nuove specie vegetali rarissime a rischio estinzione

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L’Aquila. La flora del Parco regionale Sirente Velino si e’ improvvisamente arricchita di un nuovo gioiello di biodiversita’. Pochi giorni fa, nel corso di un’escursione del Cai, il socio di Appennino Ecosistema Luciano Del Sordo ha scoperto una nuova piccola popolazione della rarissima e bellissima specie vegetale Adonis vernalis (adonide primaverile, della famiglia delle Ranunculaceae), finora sconosciuta per l’intero territorio del Parco regionale Sirente Velino e le cui sole piccolissime popolazioni italiane si trovano Fritillaria montana fiore Parco Sirente Velinoad oltre 10 km di distanza nel territorio del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga. La specie, ritenuta del tutto estinta in Italia fino al 1997, e’ stata poi rinvenuta in sette piccoli popolamenti, tutti localizzati alle pendici meridionali del Gran Sasso. Nell’Europa Occidentale, e’ presente solo in Austria ed in Francia, mentre e’ ritenuta estinta nei Paesi Bassi. A causa di tale esiguita’, e’ considerata fortemente minacciata dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) e e’ protetta a livello internazionale dalla Convenzione Internazionale sul commercio delle specie in pericolo di estinzione (CITES) La p iccola popolazione, la cui presenza e’ stata confermata dai botanici di Appennino Ecosistema, consiste in circa 500 piantine sparse su una superficie di circa 3 ettari. Si trova nel territorio del Comune di Tione degli Abruzzi, proprio in quell’area montana ricca di habitat di interesse comunitario e protetta da una Zona di Protezione Speciale dell’Unione Europea che l’Amministrazione comunale e quella regionale – sostiene l’Associazione ambientalista – vorrebbero eliminare dal Parco regionale. Ha dichiarato in proposito Fabio Conti, consigliere scientifico di Appennino Ecosistema ed uno dei massimi esperti della flora appenninica: “Si tratta di una scoperta eccezionale, che amplia verso Sud-Est l’areale noto della specie, fortemente minacciata ed in pericolo di estinzione. La protezione del suo territorio e’ quindi un imperativo categAdonis_vernalis fiore Parco Sirente Velinoorico, se si vogliono rispettare le norme internazionali, tutelare la biodiversita’ ed agire secondo il comune buon senso”. Mentre nel corso di un’escursione da Lucoli ad Ocre, attraverso il territorio del futuro Parco nazionale è stato scoperto un altro gioiello di biodiversita’, proprio nella Giornata mondiale della biodiversita’ proclamata dalle Nazioni Unite, una nuova piccolissima popolazione della rara e bellissima specie vegetale Fritillaria montana (della famiglia delle Liliaceae), conosciuta finora nel territorio del Parco Regionale Sirente Velino solo in pochissime stazioni e mai avvistata nel territorio del Comune dell’Aquila (che ancora non ne fa parte). La specie, considerata a rischio dalla Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), e’ presente in tutto il massiccio del Velino Sirente solo molto sporadicamente e sempre in piccolissime popolazioni. La nuova popolazione scoperta nella zona del Monte Ocre (L’Aquila), la cui presenza e’ stata confermata dai botanici di Appennino Ecosistema, consiste soltanto in circa una decina di piantine. Si trova nel territorio del Comune dell’Aquila, in un’area oggi protetta solo da un Sito di Interesse Comunitario (il SIC IT711026 “Monte Sirente e Monte Velino”) e domani dalla Zona A (Riserva Integrale) del futuro Parco Nazionale del Velino Sirente. La proposta di istituzione del Parco Nazionale, dopo il workshop di sabato scorso a Lucoli nel quale e’ stata presentata e discussa con gli amministratori ed i cittadini la bozza di zonazione del futuro Parco elaborata dagli esperti di Appennino Ecosistema – sostiene l’associazione – diviene ogni giorno che passa piu’ solida: sostegno aperto delle amministrazioni comunali di Ocre, San Demetrio ne’ Vestini e Magliano de’ Marsi, sostegno condizionato di quelle di Lucoli e L’Aquila, interesse a vagliare la proposta di Fontecchio, Castel di Ieri, Acciano e Massa d’Albe; e poi continue scoperte di nuovi elevatissimi valori ambientali che fanno dell’area del futuro Parco Nazionale una delle piu’ importanti di tutti gli Appennini per la protezione delle specie e degli ecosistemi montani.

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