Chieti. A poco più di un mese dalla sentenza del TAR Abruzzo che ha imposto al Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica di completare entro il 20 settembre la prima fase del procedimento per l’istituzione del Parco Nazionale della Costa Teatina, Coldiretti Chieti interviene nel dibattito chiedendo che il futuro dell’area venga costruito insieme ai territori e non calato dall’alto.
Coldiretti ribadisce di essere da sempre favorevole agli strumenti di tutela ambientale, ma sottolinea come un progetto concepito oltre venticinque anni fa debba necessariamente confrontarsi con una realtà profondamente cambiata, sotto il profilo agricolo, economico, turistico e sociale. “La tutela dell’ambiente è un valore che appartiene anche agli agricoltori – afferma il presidente di Coldiretti Chieti, Pier Carmine Tilli – ma un Parco non può trasformarsi in un insieme di nuovi vincoli che finiscono per penalizzare proprio chi quel territorio lo ha conservato fino a oggi. Se la Costa dei Trabocchi è diventata uno dei paesaggi più riconoscibili d’Abruzzo è merito delle imprese agricole che, generazione dopo generazione, hanno continuato a coltivare, presidiare e valorizzare questo territorio”. Per Coldiretti è necessario aprire una riflessione sul valore aggiunto che il Parco potrà realmente garantire a un’area già interessata da numerosi strumenti di tutela ambientale e paesaggistica. L’obiettivo deve essere quello di rafforzare la conservazione del territorio senza introdurre ulteriori livelli di burocrazia o limitazioni che possano compromettere la competitività delle aziende agricole.
“Le nostre imprese operano già all’interno di un quadro normativo articolato – osserva il direttore di Coldiretti Chieti, Domenico Bosco – e affrontano quotidianamente problemi concreti come la crisi idrica, i danni provocati dalla fauna selvatica, l’aumento dei costi di produzione e la necessità di investire per restare competitive. Prima di aggiungere nuovi vincoli occorre garantire condizioni che consentano alle aziende di continuare a produrre reddito, occupazione e qualità ambientale”.
Secondo Coldiretti Chieti il completamento dell’iter disposto dal TAR dovrà rappresentare soprattutto un’occasione di confronto vero con i diciannove Comuni interessati, i soggetti e le imprese che vivono quotidianamente la Costa Teatina. Le scelte sul futuro dell’area non possono limitarsi all’applicazione di un percorso amministrativo avviato oltre due decenni fa, ma devono tenere conto dell’evoluzione che il territorio ha conosciuto e del ruolo fondamentale svolto dall’agricoltura nella salvaguardia del paesaggio.
“Gli agricoltori non chiedono meno ambiente – conclude Tilli – chiedono di essere riconosciuti come i primi alleati della tutela ambientale. Un Parco ha senso se crea opportunità, sostiene le imprese, valorizza chi produce e custodisce il territorio e rende più semplice fare agricoltura, non più difficile. Perché senza agricoltori non c’è paesaggio da difendere né biodiversità da preservare”.



