Sulmona. “Una carenza totale e cronica di Operatori Socio-Sanitari nel reparto di Urologia dell’Ospedale di Sulmona sta mettendo a repentaglio la qualità dell’assistenza ai pazienti e la dignità professionale del personale infermieristico.
Questo sindacato è già intervenuto formalmente due volte, senza raccogliere un ben che minimo cenno di interesse e di sensibilità da parte dei Vertici della ASL aquilana: prima con una nota ufficiale del 14 marzo 2026, poi con il sollecito del 17 giugno 2026.
E, mentre il reparto di Urologia di Sulmona viene svuotato di figure essenziali per l’assistenza di base (gli Operatori Socio Sanitari), assistiamo al paradosso delle Case di Comunità – che tutti sanno come stanno funzionando – riempite di tali figure professionali a sostegno di una gestione della pianta organica schizofrenica e priva di ogni logica assistenziale.
La totale assenza di Operatori Socio Sanitari in un reparto delicato come quello di Urologia sta producendo effetti gravissimi:
- Il rischio per i pazienti: Viene, cioè, meno il livello minimo di natura socio assistenziale e di sostegno cui i cittadini hanno diritto.
- Il demansionamento degli infermieri: costretti a farsi carico, al posto degli Operatori Socio Sanitari, della cura, dell’igiene e delle altre esigenze assistenziali dei pazienti e, conseguentemente, distolti costantemente dalle loro specifiche mansioni professionali, con aumento esponenziale delle responsabilità derivanti dalla loro continua distrazione dalle delicatissime funzioni di loro competenza, ma anche quale effetto dello stress psico/fisico che ne deriva.
Ed a nulla è valsa (se non altro al fine di sollecitare la doverosa attenzione della Direzione della ASL) la stessa segnalazione resa da questa O.S. all’Autorità giudiziaria, al fine di preavvertirla delle possibili, dannose conseguenze derivanti dalla persistenza di tale illecita situazione.
Ennesima presa d’atto dell’attenzione riservata dai Vertici della ASL aquilana ai Presidi delle aree interne!
Ma non si illudano, non rimarremo in silenzio!
Il NurSind non è più disposto a tollerare questo immobilismo che scarica sui lavoratori e sui malati le inefficienze e le “disattenzioni” imputabili a chi, ben lautamente remunerato, dovrebbe averne cura”.
Il Segretario Provinciale
F.to Dott. Antonio Santilli



