Giulianova. La Chirurgia dell’ospedale di Giulianova deve tornare a essere un reparto autonomo, dotato di un proprio primario e in grado di garantire anche interventi di alta complessità. È la richiesta avanzata dall’associazione politico-culturale Il Cittadino Governante, che interviene duramente sulla decisione, annunciata dall’assessore regionale alla Sanità Nicoletta Verì e dalla direzione della ASL, di destinare la struttura giuliese all’attività di Week Surgery, riservata prevalentemente a interventi di piccola e media complessità con degenze brevi.
Una scelta che, secondo l’associazione, rappresenterebbe un ulteriore passo nel progressivo ridimensionamento dell’ospedale cittadino. «Continua il declassamento del nostro ospedale e della Chirurgia in particolare», denuncia Il Cittadino Governante, sottolineando come la decisione sia stata annunciata anche in presenza di esponenti dell’Amministrazione comunale, senza che, a giudizio dell’associazione, venissero sollevate obiezioni.
Il gruppo ricorda il progressivo impoverimento dell’offerta sanitaria del presidio giuliese, che negli anni ha perso reparti importanti come Ostetricia e Ginecologia, Pediatria, Urologia e Otorinolaringoiatria. A questo si è aggiunta la perdita di diverse Unità operative complesse, tra cui Chirurgia generale e Ortopedia, con la conseguente assenza di primari autonomi.
A evidenziare le differenze tra i presidi della ASL teramana è soprattutto l’organizzazione della Chirurgia generale. Secondo quanto riportato dall’associazione sulla base dell’Atto aziendale della ASL, Atri dispone di una UOC di Chirurgia generale con 17 posti letto e Sant’Omero di una struttura analoga con 16 posti letto. Giulianova, invece, ha una Unità operativa semplice dipartimentale (UOSD), dipendente dalla struttura complessa di Sant’Omero, con appena 10 posti letto, che durante il periodo estivo vengono accorpati a quelli di Ortopedia.
«Non è una questione di campanilismo, ma di razionalità nell’organizzazione dei servizi sanitari e di tutela del diritto alla salute», sottolinea Il Cittadino Governante. L’associazione richiama il ruolo strategico di Giulianova, città di circa 24mila abitanti che, insieme alla vicina Roseto, raggiunge un bacino di circa 50mila residenti. A questi numeri si aggiunge l’importante incremento della popolazione durante la stagione estiva, quando i centri balneari della costa teramana registrano un significativo afflusso di turisti e visitatori.
Giulianova viene inoltre indicata come un presidio baricentrico lungo la costa teramana, dotato di porto, stazione ferroviaria e casello autostradale, oltre che di una rete di collegamenti stradali e ferroviari che lo rende facilmente raggiungibile da numerose località del territorio.
L’associazione manifesta anche preoccupazione per le prospettive future del reparto. Una Chirurgia limitata alla Week Surgery, sostiene, rischierebbe di diventare poco attrattiva per i giovani specialisti, soprattutto in un contesto già caratterizzato dalla difficoltà di reperire personale medico. «Quando andranno in pensione i chirurghi attualmente in servizio, il rischio concreto è che non ci siano professionisti disposti a sostituirli e che anche la Week Surgery finisca per chiudere», è la previsione espressa dal gruppo, che ricorda con orgoglio la tradizione chirurgica dell’ospedale e la stagione di eccellenza legata all’attività del professor Colombati.
Il Cittadino Governante rilancia quindi la propria proposta di una nuova rete ospedaliera provinciale, fondata su due grandi ospedali di primo livello, a Teramo e Giulianova. Due poli da rafforzare sul piano delle dotazioni organiche, delle tecnologie e delle competenze, capaci di garantire servizi di qualità e di attrarre anche pazienti provenienti da altre ASL e regioni. Nella visione dell’associazione, il presidio di Teramo potrebbe inoltre sviluppare una connessione funzionale con l’ospedale dell’Aquila, nell’ambito di un’organizzazione sanitaria di livello superiore.
La richiesta immediata, tuttavia, è chiara: «La Chirurgia generale dell’ospedale di Giulianova deve tornare a essere una Unità operativa complessa, con un reparto autonomo e un proprio primario, in grado di effettuare anche interventi di alta complessità e di fornire un adeguato supporto al Pronto soccorso, che a sua volta deve essere potenziato».
L’associazione chiama direttamente in causa anche l’Amministrazione comunale, chiedendo la convocazione urgente della Commissione Sanità del Comune di Giulianova e l’invito al direttore generale della ASL di Teramo, dottor Maurizio Di Giosia, per un confronto sulla riorganizzazione del reparto e sulle prospettive del presidio ospedaliero.
«È inaccettabile che Giulianova continui a essere trattata come la cenerentola della sanità provinciale», è la posizione ribadita dal gruppo, che annuncia infine la presentazione di un ordine del giorno urgente in Consiglio comunale per portare la questione all’attenzione dell’intera assemblea cittadina.
La partita sulla Chirurgia, dunque, diventa anche una questione politica e istituzionale: per Il Cittadino Governante non è più rinviabile un confronto sulle prospettive dell’ospedale e sul ruolo che Giulianova deve continuare a svolgere nella rete sanitaria provinciale.



