Orsogna. Dopo il divieto d’utilizzo, le proteste dei cittadini ed i silenzi del servizio idrico, il caso d’escherichia coli finisce in Consiglio comunale con l’interrogazione urgente della lista di minoranza AmiamOrsogna. A parlare per l’opposizione è l’avvocata Arabella Tenaglia: «Non è mia intenzione fare polemica» chiarisce da subito la consigliera «né mettere in difficoltà l’Amministrazione. Al contrario, credo che proprio in momenti come questi sia fondamentale collaborare, con spirito costruttivo e senso di responsabilità, per capire fino in fondo cosa è accaduto ed evitare che simili episodi possano ripetersi in futuro».
«Come gruppo consiliare» spiega «siamo immediatamente intervenuti questa mattina presentando un’interrogazione per chiedere chiarezza dopo avere letto l’ordinanza». Non basta, però, a detta dell’esponente dell’opposizione, che oltre a sedere in Consiglio con AmiamOrsogna è anche responsabile provinciale giustizia per il PD, «Il divieto in sé è un atto dovuto a tutela della salute, ma i cittadini hanno diritto di saperne di più. Per questo abbiamo chiesto con la nostra interrogazione tre cose semplici, che interessano la cittadinanza».
Ecco, allora, che restano le questioni in sospeso che tuttora sollevano molti dubbi nella cittadinanza e che la lista d’opposizione ha trasposto nell’interrogazione a risposta scritta e orale. «Primo: trasparenza sui prelievi. L’ordinanza cita una nota ASL del 15 ottobre, ma non dice quando è stato fatto il prelievo, da chi e in quale laboratorio sono state fatte le analisi. Abbiamo chiesto perciò di conoscere data e ora del prelievo, chi lo ha eseguito, quale laboratorio accreditato ha fatto l’analisi e il numero del Rapporto di Prova. I cittadini hanno diritto a saperlo. Secondo: tutele concrete. L’ordinanza stessa, al punto “dispone”, obbliga Sasi a bonificare, spurgare e portare autobotti. Chiediamo: dove sono le autobotti? A che ora? È prevista acqua in bottiglia per anziani soli e famiglie con neonati? Le scuole e la mensa come sono state e come verranno gestite? Terzo: comunicazione. L’ordinanza dice “massima diffusione su sito e social”. L’avviso è stato pubblicato in orario coincidente con l’ora di cena, senza dare il tempo ai cittadini di evitarne l’utilizzo nelle ore del pasto serale. Ma non solo. A chi è stata affidata la diffusione dell’allarme? Come sono stati raggiunti i cittadini che non utilizzano i social?»
Di una delle tre questioni ora al centro della bagarre fra giunta Marinucci ed opposizione, avevamo scritto la versione “ufficiale” da stamattina (qui). Ora, spetta all’amministrazione ed al servizio idrico rispondere dei quesiti che gli abitanti del paese dei Talami hanno posto.



