Pescara. Presentata al congresso nazionale dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom) l’XI edizione de Il Libro Bianco, La Carta dei Servizi dell’oncologia italiana 2021. Si tratta di un censimento del sistema assistenziale attivo nel nostro Paese.
“Abbiamo scattato una fotografia dettagliata dell’assistenza nel nostro Paese – sottolinea il presidente Aiom Giordano Beretta -. I dati raccolti dimostrano come sia necessario attivare o implementare le Reti Oncologiche Regionali in tutta la Penisola”. “Delegare parte dell’assistenza dall’ospedale al territorio è fondamentale come ha dimostrato il Covid-19, soprattutto nelle fasi più acute della malattia. Questo – rileva Beretta – può avvenire solo se miglioriamo l’interconnessione dei medici e delle varie strutture sanitarie in un sistema di Rete efficiente. Così si favorisce la multidisciplinarietà, la disponibilità di terapie innovative e si possono ottimizzare le risorse umane e finanziare utilizzate nella lotta al cancro”.
“Dal PNRR possono arrivare nuovi fondi per incentivare ulteriormente la ricerca medico-scientifica – sottolinea il presidente eletto Aiom Saverio Cinieri -. Stiamo facendo importanti passi in avanti soprattutto per
quanto riguarda diagnosi sempre più accurate e una migliore selezione dei pazienti su basi molecolari solide.
Questo ci permette di avere strategie terapeutiche multidisciplinari e nuovi e più efficaci trattamenti. I risultati positivi raggiunti rischiano però di essere vanificati se non miglioriamo l’organizzazione sanitaria e superiamo alcune difficoltà burocratico-amministrative. Rimane, per esempio, il problema dei nuovi farmaci che accumulano ritardi importanti prima di essere effettivamente disponibili per i pazienti. In media trascorrono oltre due anni prima che una terapia, approvata dall’ente regolatorio nazionale, sia inserita nei prontuari regionali e quindi prescrivibile da parte dei clinici”. Come rappresentanti dell’oncologia medica italiana, conclude Cinieri, “chiediamo quindi a gran voce l’avvio di un New Deal per un sistema di cure più virtuoso e che possa essere d’esempio anche per altri Stati europei”.



