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Oltre cento sfollati nel teramano diretti verso la costa, evacuata rianimazione di Atri. Frana sulla statale 80

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Teramo. frana-ss166-san-rufo4Primo bilancio pesante quello dei danni nel Teramano, con crolli, ponti chiuse, scuole lesionate. Nel capoluogo la messa è stata officiata all’aperto. In particolare chiuso il ponte di Nocella sulla 262, all’ ingresso di Campli; resta chiusa la provinciale 61 di Campovalano e il Ponte di Aprati è stato interdetto agli autobus. Solo nelle ultime ore la Provincia di Teramo ha deciso di chiudere in via precauzionale e in attesa dei controlli, la Biblioteca Delfico e il Centro per l’Impiego di Teramo, mentre dai sopralluoghi effettuati fino ad ora dall’Ente risultano problemi al ‘Pascal’ di Teramo nelle stesse aule lesionate nel 2009 e poi con il sisma del 24 agosto scorso. Sono stati inoltre aperti Coc nei comuni di Teramo, Montorio al Vomano, Torricella Sicura, Crognaleto, Civitella del Tronto, Castelli, Atri, Corropoli, Cellino Attanasio e Cortino. I comuni dove si registrano particolari problemi e danni sono Civitella del Tronto e Montorio al Vomano. Da questa mattina, inoltre, è aperto il Centro Coordinamento Soccorsi alla Prefettura di Teramo: qui confluiscono informazioni da tutta la provincia e sono presenti fra gli altri i rappresentanti delle forze dell’ordine, dei Vigili del fuoco, della Provincia, della Protezione civile, del Comune di Teramo, della Asl. È un numero destinato a salire quello degli sfollati in provincia di Teramo, dove numerose palazzine sono state dichiarate inagibili e oltre un centinaio di persone è stato costretto ad abbandonare la propria abitazione. Sfollati che saranno ospitati lungo la costa. Solo a Giulianova, dopo la richiesta della Prefettura, l’ amministrazione comunale si è attivata presso gli operatori turistici, ricevendo immediata disponibilità. “Già da questa sera avremo la disponibilità immediata di 183 camere nelle varie strutture ricettive ¬ spiega il sindaco di Giulianova, Francesco Mastromauro ¬ alle quali si aggiungeranno altre 120 camere domani e altre 160 tra il primo e il due novembre, per un totale di 533 camere”. Sono numerose le strade statali e provinciali chiuse nelle marche, nel Lazio, in Umbria e in Abruzzo per i crolli o per i rischi legali al terremoto che ha colpito l’Italia centrale. In Abruzzo chiusa la SS80 dal Km 50 al 60+300 tra Montorio e fano per un masso sulla strada. Nessun danno strutturale all’ ospedale di Atri, dove questa mattina nel reparto di rianimazione, si è aperta una crepa che ha allarmato il personale sanitario che ha disposto il trasferimento dei quattro ricoverati. A renderlo noto la Asl di Teramo che spiega come, in considerazione del fatto che “un ospedale senza rianimazione non potrebbe più garantire il normale prosieguo di tutti i servizi sanitari e, in particolare, dei reparti chirurgici” la direzione generale della Asl abbia “deciso di utilizzare i 4 letti dell’ Utic, che era stata dismessa poco tempo fa ma che ancora conserva tutte le attrezzature necessarie ad una terapia intensiva, trasformando quei locali e quelle attrezzature in un reparto di rianimazione”. “Già nel pomeriggio di oggi ­ scrive la Asl ­ le operazioni di riapertura del reparto saranno concluse, in modo da garantire che tutte e attività sanitarie dell’Ospedale di Atri continuino senza interruzione alcuna”.

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