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Nuovo Dpcm, vecchi dubbi: fidanziati e coppie, parenti e genitori, chi si può incontrare?

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L’Aquila. La domanda è sempre la stessa: “con l’entrata in vigore del nuovo Dpcm, chi possiamo incontrare e chi no? E dove? Come? Cosa è consentito e cosa no?”. Insomma, domande che ormai ci facciamo da mesi. Alcune cose sono assodate, altre necessitano di aggiornamento. Riportiamo alcune faq per aiutare meglio a comprendere.

È possibile raggiungere il mio partner se viviamo in città diverse per esigenze di lavoro (o per altri motivi)? Sarà possibile solo se il luogo scelto per il ricongiungimento coinciderà con quello in cui si ha la residenza, il domicilio o l’abitazione.

Se lavoro in una Regione o Provincia autonoma e sono residente in un’altra e il mio partner lavora in una terza Regione (o Provincia autonoma), potrà raggiungermi nella mia città di residenza?

Il partner potrà spostarsi per raggiungere il primo soltanto se ha la residenza o il domicilio nel Comune di destinazione o se in quel Comune c’è l’abitazione solitamente utilizzata dalla coppia.

Se una famiglia si è trasferita in una seconda casa, in un’altra Regione o Provincia autonoma, entro il 20 dicembre e uno dei componenti deve tornare al lavoro, nella Regione (o Provincia autonoma) di provenienza, per alcuni giorni è possibile poi tornare nella seconda casa?

Sì. Dal 16 gennaio non è stata reiterata l’esclusione delle cd. seconde case (abitazioni non principali) ubicate fuori regione dal novero delle proprie abitazioni cui è sempre consentito il rientro.

Se si deve partire con un aereo o con il treno e per raggiungere l’aeroporto o la stazione devo attraversare altre regioni – anche rosse o arancioni – è possibile?

Sì, è una delle ragioni di necessità. Nell’autocertificazione va indicato il motivo del viaggio.

Chi è separato o divorziato può andare a trovare i miei figli minorenni anche in un’altra Regione o Provincia autonoma? Può andare all’estero per gli stessi motivi?

Si, gli spostamenti per raggiungere i figli minorenni presso l’altro genitore o comunque presso l’affidatario, oppure per condurli presso di sé, sono consentiti anche tra Regioni e tra aree differenti. Tali spostamenti dovranno in ogni caso avvenire scegliendo il tragitto più breve e nel rispetto di tutte le prescrizioni di tipo sanitario (persone in quarantena, positive, immunodepresse etc.), nonché secondo le modalità previste dal giudice con i provvedimenti di separazione o divorzio o, in assenza di tali provvedimenti, secondo quanto concordato tra i genitori.

Si può accompagnare i propri figli dai nonni o per andarli a riprendere all’inizio o al termine della giornata di lavoro?

È possibile ma fortemente sconsigliato, perché gli anziani sono tra le categorie più esposte al contagio da COVID-19 e devono quindi evitare il più possibile i contatti con altre persone. Pertanto, questo spostamento è ammesso solo in caso di estrema necessità, se entrambi i genitori sono impossibilitati a tenere i figli con sé per ragioni di forza maggiore. In tale caso i genitori possono accompagnare i bambini dai nonni, percorrendo il tragitto strettamente necessario per raggiungerli e recarsi sul luogo di lavoro, oppure per andare a riprendere i bambini al ritorno. Ove possibile, è assolutamente da preferire che i figli rimangano a casa con uno dei due genitori che usufruiscono di modalità di lavoro agile o di congedi.

I figli possono andare a trovare i genitori che sono in buona salute in un’altra regione?

No, fino al 15 febbraio questi spostamenti sono vietati. Saranno invece nuovamente consentiti dopo tale data (salva l’eventuale sopravvenienza di nuove disposizioni limitative).

Si può andare fuori Comune o Regione, anche se ci sono i divieti, per partecipare alle esequie di parenti stretti?

Sì, si può partecipare alle cerimonie religiose con le dovute misure organizzative e di prevenzione e sicurezza.

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